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	<title>Xacca Web</title>
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	<description>Siti Web</description>
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		<title>Google lancia il Progetto Arte. Mille capolavori in un clic</title>
		<link>http://www.xaccaweb.com/wordpress/2011/02/02/google-lancia-il-progetto-arte-mille-capolavori-in-un-clic/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 08:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Art Project, è l&#8217;ultima novitá firmata Google in materia di guida virtuale al nostro tempo libero. Grazie a un&#8217;esclusiva collaborazione con alcuni dei più prestigiosi musei d&#8217;arte del mondo, tra cui la Galleria degli Uffizi, verrá data a chiunque l&#8217;opportunitá di scoprire e di vedere in rete oltre 1000 opere d&#8217;arte fin nei [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama Art Project, è l&#8217;ultima novitá firmata Google in materia di guida virtuale al nostro tempo libero. Grazie a un&#8217;esclusiva collaborazione con alcuni dei più prestigiosi musei d&#8217;arte del mondo, tra cui la Galleria degli Uffizi, verrá data a chiunque l&#8217;opportunitá di scoprire e di vedere in rete oltre 1000 opere d&#8217;arte fin nei minimi dettagli.</p>
<p>Nel recente anno e mezzo, Google ha collaborato con 17 musei d&#8217;arte. La collaborazione, il cui risultato si puó esplorare sul sito googleartproject.com, ha visto la realizzazione di immagini in altissima risoluzione di alcuni dei capolavori dell&#8217;arte di tutti i tempi. Sul sito è possibile visionare oltre 1000 immagini di opere d&#8217;arte e fare un tour a 360 gradi delle singole gallerie d&#8217;arte, grazie alla nuovissima tecnologia &#8220;per interni&#8221; di Street View. Per il nostro Ministero dei beni artistici e culturali,, dopo l&#8217;accordo con Google Books per la digitalizzazione di un milione di volumi dalle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze e quello con Street view per la mappatura delle principali aree archeologiche italiane, si tratta di una nuova collaborazione con l&#8217;azienda di Mountain View per promuovere in tutto il mondo il grande patrimonio storico artistico italiano.</p>
<p>Google Art, unico nel suo genere, permette a chiunque e ovunque nel mondo di conoscere la storia di un gran numero d&#8217;opere d&#8217;arte e degli artisti che le hanno create, a portata di clic. L&#8217;Arte sempre più accessibile ed ammirabile, gratuitamente, fino al suo più piccolo dettaglio, in qualunque angolo del mondo. Ciascuno dei musei coinvolti ha lavorato fianco a fianco con Google, per offrire la propria consulenza ed esperienza in tutte le fasi del progetto, dalla scelta delle collezioni alle indicazioni sull&#8217;angolatura degli scatti delle foto, fino a quali informazioni fornire a corredo dell&#8217;opera. Le opere che fanno parte del progetto spaziano dalla &#8220;Nascita di Venere&#8221; del Botticelli, icona della Galleria degli Uffizi di Firenze, a &#8220;No Woman, No cry&#8221; di Chris Offili, ai lavori post impressionisti di Cezanne sino all&#8217;iconografia Bizantina. E ancora: i soffitti della Reggia di Versailles, i templi Egizi e una collezione mondiale che va da Whistler a Rembrandt. In totale, sono presenti opere di 486 artisti di tutto il mondo.</p>
<p>INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE Visita m.repubblica.it dal tuo telefonino o se hai un iPhone scarica gratis da iTunes l’applicazione di Repubblica Mobile.</p>
<p>Inviato da iPhone</p>


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		<title>Mac OSX: Scorciatoie da Tastiera</title>
		<link>http://www.xaccaweb.com/wordpress/2010/11/15/mac-osx-scorciatoie-da-tastiera/</link>
		<comments>http://www.xaccaweb.com/wordpress/2010/11/15/mac-osx-scorciatoie-da-tastiera/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 19:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple Mac]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[scorciatoie]]></category>
		<category><![CDATA[tastiera]]></category>

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		<description><![CDATA[Apple ha aggiornato la pagina relativa alle scorciatoie da tastiera senza però includere la traduzione in italiano. Ho pensato quindi di farla io, dal momento che sono convinto che le cosiddette shortcuts siano davvero molto importanti, uno dei pilastri di Mac OS X. Alcune annotazioni preliminari: ho tradotto Delete con Cancella anche se è molto utilizzato il termine [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><img class="alignleft" src="http://www.troise.net/boliboop/wp-content/uploads/2007/04/apple-logo.jpg" alt="" width="187" height="226" />Apple ha aggiornato la <a href="http://docs.info.apple.com/article.html?artnum=75459">pagina</a> relativa alle scorciatoie da tastiera</strong> senza però includere la traduzione in italiano. Ho pensato quindi di farla io, dal momento che sono convinto che le cosiddette <em>shortcuts</em> siano davvero molto importanti, uno dei pilastri di <strong>Mac OS X</strong>.</p>
<p><strong>Alcune annotazioni preliminari:</strong> ho tradotto Delete con Cancella anche se è molto utilizzato il termine Backspace (per distinguerlo da Del), ho anche tradotto le scorciatoie che sapevo essere diverse a causa del layout italiano (come Mela-` che diventa Mela-&lt; ). In alcuni casi ho inserito dei &#8220;?&#8221; per indicare dei dubbi, in altri mi sono permesso di specificare meglio la funzione della shortcut.</p>
<p>Se trovate degli errori (ce ne saranno sicuramente) potete segnalarli nei commenti. Buona consultazione.</p>
</blockquote>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="4" width="480" align="center" bgcolor="#a1a5a9">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="250" bgcolor="#e2e2e2"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Avvio</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td width="250"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Combinazione tasti</strong></span></td>
<td width="350"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Descrizione</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi X durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Forza l’avvio di Mac OS X</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi Alt-Mela-Maiuscolo-Delete<br />durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Esclude il disco primario d’avvio e cerca un disco differrente (ad esempio un CD o un disco esterno)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi C durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Avvia da un CD che ha una cartella di sistema</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi N durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Tenta di avviare da un network server compatibile (NetBoot)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi T durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Avvia in modalità FireWire Target Disk</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi Maiuscolo durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Avvia in modalità Safe Boot e disabilita temporaneamente i file degli elementi di login e delle estensioni del kernel non essenziali (Mac OS X 10.2 e successivo)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi Mela-V durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Avvia in modalità Verbose (dettagliata?).</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Premi Mela-S durante l’avvio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Avvia in modalità Utente singolo</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="4" width="480" align="center" bgcolor="#a1a5a9">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="250" bgcolor="#e2e2e2"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Finestra del Finder</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td width="250"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Scorciatoia da tastiera</strong></span></td>
<td width="350"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Descrizione</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-W</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Chiude la Finestra</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-W</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Chiude tutte le Finestre</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Freccia destra</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Espande la Cartella (in vista elenco)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-Freccia destra</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Espande la Cartella e le sottocartelle annidiate (in vista elenco)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Freccia sinistra</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Collassa la Cartella (in vista elenco)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-Freccia su</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Apre la Cartella genitore e chiude la finestra corrente</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span> <br /></span></p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="4" width="480" align="center" bgcolor="#a1a5a9">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="250" bgcolor="#e2e2e2"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Comandi da menu</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td width="250"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Scorciatoia da tastiera</strong></span></td>
<td width="350"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Descrizione</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-Q</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Apple<br /> Log out</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Alt-Mela-Q</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Apple <br /> Log out immediatamente</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-Cancella</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Finder<br /> Svuota Cestino</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Option-Maiuscolo-Mela-Cancella</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Finder<br /> Cancella Cestino senza chiedere conferma</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-H</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Finder<br /> Nascondi il Finder</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-H</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Finder<br /> Nascondi gli altri</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-N</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File <br /> Nuova finestra del Finder</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-N</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File <br /> Nuova Cartella</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-O</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Apri</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-S</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Salva</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-S</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Salva come</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-P</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Stampa</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-W</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Chiude Finestra</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-W</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Chiude tutte le Finestre</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-I</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Ottieni Informazioni</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-I</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Mostra Inspector</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-D</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Duplica</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-L</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Crea Alias</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-R</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Mostra originale</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-T</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Aggiungi ai Favoriti (Mac OS X 10.2.8 o precedente), Aggiungi alla barra laterale (Mac OS X 10.3 o successivo—usa Maiuscolo-Mela-T per aggiungere ai Favoriti)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Cancella</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Sposta nel Cestino</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-E</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Espelli</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-F</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu File<br /> Trova</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Z</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Modifica<br /> Annulla</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-X</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Modifica<br /> Taglia</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-C</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Modifica<br /> Copia</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-V</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Modifica<br /> Incolla</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-A</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Modifica<br /> Seleziona Tutto</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-1</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vista<br /> Vedi come Icone</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-2</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vista<br /> Vedi come Elenco</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-3</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vista<br /> Vedi come Colonne</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-B</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vista<br /> Nasconde la Toolbar</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-J</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vista<br /> Mostra Opzioni Vista</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela – [</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Indietro</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela - ]</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Avanti</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-C</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Computer</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-H</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Home</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-I</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> iDisk</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-A</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Applicazioni</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-F</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Favorites</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-G</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Vai alla Cartella</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-K</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Vai<br /> Connetti al Server</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-M</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Finestra<br /> Contrae Finestra</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-M</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Finestra<br /> Contrae tutte le Finestre</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-?</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Menu Aiuto<br /> Apri Aiuto Mac</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Spazio</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Apri Spotlight (Mac OS X 10.4 o successivo)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-esc</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Front Row<br /> Attiva Front Row per alcuni computer Apple</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span> <br /></span></p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="4" width="480" align="center" bgcolor="#a1a5a9">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="250" bgcolor="#e2e2e2"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Accesso Universale e <a href="http://www.apple.com/macosx/features/voiceover/">VoiceOver</a></strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td width="250"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Scorciatoie da tastiera</strong></span></td>
<td width="350"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Descrizione</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-8</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Attiva lo Zoom</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-+ (più)</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Ingrandisci</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela– (meno)</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Riduci</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-Alt-Mela-8</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Inverti colori (schermo in negativo)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-F1</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Attiva Accesso Completo da tastiera<br />Quando l’Accesso completo da tastiera è attivato, puoi usare dal Finder le combinazioni di tasti elencate qui in basso.</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-F2</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Accesso Completo da tastiera<br /> Evidenzia Menu</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-F3</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Accesso Completo da tastiera<br /> Evidenzia Dock</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-F4</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Accesso Completo da tastiera<br /> Evidenzia Finestra (attiva) o la Finestra successiva dietro di essa</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-F5</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Accesso Completo da tastiera<br /> Highlight Toolbar</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-F6</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Accesso Completo da tastiera<br /> Evidenzia Finestra (palette)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-F5 o fn-Mela-F5</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Attiva/disattiva VoiceOver (Mac OS X 10.4 o successivo)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-Alt-F8 o fn-Control-Alt-F8</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Apri VoiceOver Utility (Mac OS X 10.4 o successivo)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-Alt-F7 o fn-Control-Alt-F7</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Visualizza il menu VoiceOver (Mac OS X 10.4 o successivo)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-Alt-; <br />o fn-Control-Alt-;</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Abilita/disabilita il blocco Control-Alt di VoiceOver (Mac OS X 10.4 o successivo)</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span> </span></p>
<p><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Il pannello delle preferenze dell’Accesso Universale ti permette di attivare i Tasti Mouse. Quando i Tasti Mouse sono attivi, puoi usare il tastierino numerico per muovere il mouse. Se il computer non ha un tastierino numerico (ad esempio nei portatili), usa il tasto Fn (function).</span></p>
<p> </p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="4" width="480" align="center" bgcolor="#a1a5a9">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="250" bgcolor="#e2e2e2"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Tasti Mouse</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td width="250"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Combinazioni di tasti</strong></span></td>
<td width="350"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Descrizione</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">8</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muove Su</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">2</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muove Giù</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">4</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muove a Sinistra</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">6</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muove a Destra</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">1, 3, 7, e 9</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muove Diagonalmente</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">5</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Preme il tasto del Mouse</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">0</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Tiene premuto il tasto del Mouse</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">. (punto sul tastierino)</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Rilascia il tasto del Mouse (usalo dopo aver premuto 0)</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span> </span></p>
<p> </p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="4" width="480" align="center" bgcolor="#a1a5a9">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="250" bgcolor="#e2e2e2"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Altri comandi</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td width="250"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Combinazione di tasti</strong></span></td>
<td width="350"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;"><strong>Descrizione</strong></span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-D</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mostra/Nasconde il Dock</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Tab</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Cambia applicazione</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">tab</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Evidenzia il prossimo elemento</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Freccia su</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muoversi su di un livello di cartelle</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Freccia giù</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muoversi giù di un livello di cartelle</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Pagina su o Control-Freccia su</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muoversi in su di una pagina</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Pagina giù o Control-Freccia giù</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muoversi in giù di una pagina</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Trascina</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Copia in una nuova posizione</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-Trascina</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Crea un alias in una nuova posizione</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Trascina</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Muovi in una nuova posizione senza copiare</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Maiuscolo-Mela-C</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mostra la paletta dei Colori nell’applicazione</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-T</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mostra la paletta dei Font nell’applicazione</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Maiuscolo-3</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Cattura un’immagine dello schermo</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Maiuscolo-4</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Cattura un’immagine della selezione</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Maiuscolo-4, quindi Premi Control mentre selezioni</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Cattura un’immagine dello schermo, e la memorizza negli Appunti</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-Maiuscolo-4, quindi Barra spaziatrice</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Cattura un’immagine della Finestra selezionata</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-esc</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Forza la Chiusura</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-Espelli</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mostra la finestra di dialogo Riavvia, Stop, Spegni</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Control-Mela-Espelli</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Chiudi tutte le applicazioni e riavvia</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Alt-Mela-Espelli <strong>o</strong><br />Alt-Mela-Power</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Stop</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-click sul bottone della toolbar della Finestra (angolo in alto a destra)</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Naviga attraverso le viste disponibili della toolbar della Finestra (in base alla natura della finestra del Finder o dell’applicazione)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#f1f1f1">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Mela-&lt;</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Naviga tra le finestre nelle applicazioni o nel Finder (se più di una finestra è aperta)</span></td>
</tr>
<tr bgcolor="#ffffff">
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Funzione-Cancella (solo per i portatili–PowerBook, iBook, MacBook, MacBook Pro)</span></td>
<td valign="top"><span style="font-family: GENEVA, ARIAL, HELVETICA, OSAKA;">Cancella in avanti (cancella il carattere alla destra del cursore)</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Tratto da: <a href="http://www.troise.net/boliboop/nuove-scorciatoie-da-tastiera-per-mac-os-x-traduzione-in-italiano/" target="_blank">Boliboop</a></p>
<p> </p>


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		</item>
		<item>
		<title>Apple Mac OS X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221; &#8211; Seconda parte</title>
		<link>http://www.xaccaweb.com/wordpress/2009/10/20/apple-mac-os-x-10-6-snow-leopard-seconda-parte/</link>
		<comments>http://www.xaccaweb.com/wordpress/2009/10/20/apple-mac-os-x-10-6-snow-leopard-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 11:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple Mac]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[leopard]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[snow]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo tratto da HardwareUpgrade.it “Seconda parte della trattazione relativa a &#8220;Snow Leopard&#8221;, il nuovo sistema operativo della Mela. In questa puntata andremo a dare una panoramica delle varie novità introdotte e dei piccoli cambiamenti dei vari applicativi” Introduzione Dopo aver illustrato nello scorso articolo le principali novità tecnologiche alla base del nuovo sistema operativo Mac [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/box1.jpg" alt="" width="413" height="277" /></p>
<p>Articolo tratto da <a href="http://www.hwupgrade.it" target="_blank">HardwareUpgrade.it</a></p>
<p><span style="text-align: justify;"><em>“Seconda parte della trattazione relativa a &#8220;Snow Leopard&#8221;, il nuovo sistema operativo della Mela. In questa puntata andremo a dare una panoramica delle varie novità introdotte e dei piccoli cambiamenti dei vari applicativi”</em></span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Introduzione</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Dopo aver illustrato nello<a href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_index.html"> scorso articolo</a> le principali novità tecnologiche alla base del nuovo sistema    operativo <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_index.html#" target="_blank">Mac OS X</a> 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221; di Apple, andremo oggi a fornire    una panoramica sulle le più significative novità per quanto riguarda le applicazioni    e le funzionalità del sistema operativo. Nel complesso si può constatare che    si tratta di una serie di affinamenti e migliorie estetiche, accanto alle importanti    introduzioni di QuickTime X, al supporto ad Exchange Server e alla riscrittura    completa del Finder.</p>
<p>La stessa Apple, al momento dell&#8217;annuncio di Snow Leopard, dichiarò che il    sistema operativo non avrebbe avuto alcuna funzionalità inedita (come fu, ad    esempio, l&#8217;introduzione di Exposé da 10.2 a 10.3 o l&#8217;implementazione di Spotlight    da 10.3 a 10.4, oppure ancora l&#8217;introduzione di Time Machine da 10.4 a 10.5)    per concentrarsi maggiormente sull&#8217;ottimizzazione di tutte le applicazioni e    le funzionalità già esistenti in <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_index.html#" target="_blank">Mac OS</a> X 10.5 &#8220;Leopard&#8221;. Anche il    nome utilizzato per il sistema operativo, Snow Leopard, ha voluto riflettere    questa precisa strategia, suggerendo di fatto quello che sembra essere più un    corposo aggiornamento che un sistema operativo completamente nuovo.</p>
<p>Prima di procedere ad illustrare gli aggiornamenti più significativi apportati    al sistema operativo di casa <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_index.html#" target="_blank">Apple</a> è opportuno spendere qualche parola in merito    alle operazioni di installazione. Come abbiamo già avuto modo di scrivere in    occasione del precedente articolo dedicato a Mac OS X 10.6, il nuovo sistema    operativo viene commercializzato come aggiornamento della precedente versione,    ovvero Mac OS X 10.5 Leopard viene formalmente posto come requisito indispensabile    per l&#8217;installazione di Snow Leopard. Diciamo &#8220;formalmente&#8221; poiché    abbiamo potuto constatare, provando direttamente, che all&#8217;atto pratico Snow    Leopard può essere installato su sistemi operativi precedenti a 10.5 e anche su    un hard disk completamente vuoto. Sebbene dal punto di vista pratico ciò sia    possibile, è importante tenere presente che si tratta di una violazione della    licenza d&#8217;uso destinata all&#8217;utente finale: per questo motivo, nelle considerazioni    conclusive, non terremo in considerazione la possibilità di installare Snow    Leopard su una macchina provvista di sistemi operativi precedenti a 10.5.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/box2.jpg" alt="" width="407" height="246" /></p>
<p>Aggiornando da un sistema operativo Mac OS X 10.5 &#8220;Leopard&#8221; le operazioni    di installazione hanno richiesto circa 38 minuti, mentre eseguendo la prova    di installazione su disco vuoto abbiamo registrato un tempo di installazione    inferiore pari a circa 30 minuti. La differenza è dovuta, principalmente, alla    frammentazione e alla presenza di altri dati sul target disk sul quale abbiamo    effettuato l&#8217;aggiornamento.</p>
<p>Non abbiamo rilevato nulla di particolare da dover segnalare per quanto concerne    la fase di installazione ad eccezione del fatto che l&#8217;ambiente di emulazione    &#8220;Rosetta&#8221;, utilizzato dai sistemi Mac con processore Intel per consentire    l&#8217;esecuzione dei programmi scritti con codice destinato ai <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_index.html#" target="_blank">processori</a> PPC, non    viene incluso tra gli elementi standard di installazione ma sarà necessario    selezionarlo a mano od installarlo in un secondo momento qualora ci si trovasse    nella condizione di dover impiegare un software PPC. Probabilmente non c&#8217;è una    ragione tecnica dietro a questa scelta, quanto più un messaggio importante:    con Snow Leopard si completa in maniera definitiva la grande transizione dalle    piattaforme PowerPC alle piattaforme Intel x86, annunciata nel mese di Giugno    2005 e iniziata tangibilmente nel corso del mese di Gennaio 2006.<span id="more-72"></span></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Il Finder</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Il finder di Mac OS X è l&#8217;interfaccia grafica tramite la quale è possibile    navigare tra i file e le cartelle presenti sul sistema. Con il nuovo Mac OS    X 10.6 Snow Leopard il Finder è oggetto di una profonda revisione e, sebbene    &#8220;a vista&#8221; le novità possano sembrare di secondo piano, la più importante    novità si trova anche in questo caso &#8220;dietro le quinte&#8221;.</p>
<p>Il Finder di Snow Leopard è infatti stato riprogrammato completamente utilizzando    le API Cocoa, l&#8217;ambiente di programmazione che Apple ha introdotto nel corso    dell&#8217;anno 2000 in occasione del passaggio da Mac OS 9 a Mac OS X. Da allora,    infatti, il Finder è sempre stato programmato in Carbon, un ambiente di programmazione    alternativo che consentisse agli sviluppatori di mantenere un buon livello di    retrocompatibilità con il precedente sistema operativo, sebbene la stessa Apple    promuovesse l&#8217;utilizzo di Cocoa tra gli sviluppatori di terze parti in modo    tale che le nuove applicazioni fossero nativamente compatibili con OS X. Grazie    alla completa riscrittura del codice il nuovo Finder supporta inoltre le nuove    tecnologie Grand Central Dispatch (illustrata nel <a href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_index.html">precedente articolo</a>) e i 64-bit,    con una serie di benefici sul piano prestazionale in particolar modo in termini    di reattività nell&#8217;interazione con l&#8217;utente, e soprattutto in ottica futura    con la sempre più massiccia diffusione di processori multi-core.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/qlook_s.jpg" alt="" width="413" height="277" /><br />
<em>Quick Look su file PDF: dimensioni dell&#8217;icona di 512&#215;512 pixel</em></p>
<p>Tra le novità &#8220;cosmetiche&#8221; del nuovo Finder quella di maggior impatto    è la possibilità di visualizzare icone fino alla dimensione di 512&#215;512 pixel.    Sebbene possa trattarsi più di un vezzo estetico che di una effettiva funzionalità,    tale possibilità acquista utilità se considerata in sinergia alla funzionalità    QuickLook, anch&#8217;essa introdotta in MacOS X 10.5. QuickLook, lo ricordiamo, permette    di visionare in anteprima, nell&#8217;icona di un file, il contenuto del file stesso    di qualunque tipo esso sia: potendo disporre di icone dalle dimensioni di 512&#215;512    pixel risulterà più semplice sfogliare in anteprima il contenuto di un file    di testo, oppure visionare un filmato oppure ancora andare alla ricerca di una    precisa immagine in una cartella contenente numerose fotografie.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/colonne.jpg" alt="" width="413" height="258" /><br />
<em>Opzioni di ordinamento nella vista a colonne gerarchiche</em></p>
<p>Sul fronte delle piccole migliorie è invece importante notare la possibilità    di eseguire l&#8217;ordinamento, secondo nomi, date, dimensioni e tipo di file anche    nella vista a colonne gerarchiche, operazione non possibile nelle precedenti    versioni del Finder. Da Mac OS X 10.6 è inoltre possibile forzare l&#8217;espulsione    di un disco anche qualora questo sia utilizzato da un&#8217;applicazione, anche in    questo caso operazione non possibile nelle precedenti versioni laddove il sistema    mostrava solamente il messaggio di risorsa utilizzata senza permettere l&#8217;espulsione    del disco.</p>
<p>Il nuovo Finder adotta inoltre un diverso sistema di calcolo per quanto riguarda    lo spazio disponibile su disco e le dimensioni dei file. Snow Leopard, infatti,    considera 1 gigabyte equivalente a 10^9 byte, mentre precedentemente 1GB era    calcolato come 2^30 byte. Si tratta di un adeguamento di convenzione, come già    abbiamo avuto modo di spiegare ampiamente tempo addietro in <a href="http://www.hwupgrade.it/news/storage/unita-di-misura-decimali-e-binarie-facciamo-chiarezza_17883.html">questo    focus</a>. La nuova modalità di computazione dello spazio e dei dati non è tuttavia uniforme a tutto il parco software (non solo di terze parti), che potrebbe dare luogo ad incoerenze fastidiose.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Il Dock</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Il Dock di <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_3.html#" target="_blank">Mac OS X</a> è una barra che viene graficamente rappresentata come fosse    una mensola di vetro, sulla quale l&#8217;utente può collocare le icone dei programmi    maggiormente utilizzati. In questo modo si ha a disposizione l&#8217;accesso rapido    agli stessi programmi, senza la necessità di dover aprire ogni volta la cartella    delle applicazioni o di dover affollare il desktop di collegamenti. All&#8217;interno    di Mac OS X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221; il Dock non è oggetto di particolari    stravolgimenti, ma vengono tuttavia migliorate e modificate alcune funzionalità    che è possibile incontrare anche sulle precedenti versioni del sistema operativo.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/expose_s.jpg" alt="" width="413" height="258" /><br />
<em>Exposé: la nuova visualizzazione a griglia</em></p>
<p>La prima delle principali migliorie apportate a carico del Dock è l&#8217;integrazione    con la modalità di visualizzazione denominata &#8220;Exposé&#8221;, il sistema    che consente di visionare in un unico colpo d&#8217;occhio tutte le finestre al momento    aperte. Nelle precedenti versioni del sistema Exposé era attivabile solamente    premendo un pulsante dedicato sulla <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_3.html#" target="_blank">tastiera</a> oppure andando a posizionare il    puntatore del mouse in uno dei quattro angoli dello schermo, a seconda di come    è stato configurato nel rispettivo pannello.</p>
<p>Con Snow Leopard è possibile accedere ad Exposé anche andando a cliccare sull&#8217;icona    di un applicativo e tenendo premuto il pulsante del <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_3.html#" target="_blank">mouse</a> : in questo modo verranno    visualizzate le finestre aperte dell&#8217;applicativo selezionato. Non solo: quando    si accede alla visualizzazione di tutte le finestre, è possibile passare da    un&#8217;applicazione all&#8217;altra premendo il tasto tab: in questo modo verranno mostrate    solamente le finestre relative all&#8217;applicazione al momento selezionata. Nel    complesso si può inoltre apprezzare una una piccola riorganizzazione visiva    anche per Exposé: le finestre vengono ora mostrate ordinate in griglia invece    di essere rappresentate &#8220;sparpagliate&#8221; sullo schermo, permettendo    così una più semplice identificazione della finestra che stiamo cercando.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/stacks_s.jpg" alt="" width="413" height="258" /><br />
<em>Stacks: nuova visualizzazione a griglia</em></p>
<p>La seconda novità introdotta nel Dock è la miglioria della gestione degli &#8220;Stack&#8221;    introdotti con la precedente versione di <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_3.html#" target="_blank">Mac OS</a> X 10.5. Anche in questo caso    le novità sono volte ad una migliore visualizzazione e fruizione degli Stack    stessi: cliccando sull&#8217;icona di uno Stack, questo viene mostrato in griglia    in modo tale che, soprattutto nel caso in cui contenga numerosi elementi, sia    più semplice poter visionare le icone in esso contenute. Qualora poi lo stack    contenesse cartelle, diviene possibile navigare tra di esse grazie alla comparsa    di un pulsante che consente di ritornare alla cartella gerarchicamente superiore    (o inferiore) a quella che si sta visualizzando.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/dock_menu.jpg" alt="" width="364" height="193" /><br />
<em>Menu contestuale del Dock: si può notare il nuovo stile del menu e la segnalazione    di una finestra ridotta ad icona e &#8220;incorporata&#8221; nell&#8217;icona dell&#8217;applicazione</em></p>
<p>Viene inoltre introdotta una nuova modalità di rappresentazione grafica (attivabile    nelle preferenze di sistema) per quanto riguarda le finestre ridotte ad icona.    Con Snow Leopard è possibile adottare una apposita impostazione che permette    di ridurre la finestra direttamente nell&#8217;icona della relativa applicazione ed    evitare che vengana visualizzata la finestra miniaturizzata nella parte destra    del Dock. Per poter accedere nuovamente alle finestre ridotte ad icona è sufficiente    cliccare con il tasto destro sull&#8217;icona dell&#8217;applicativo oppure attivare Exposé:    in questo caso le finestre ridotte ad icona vengono riportate nella parte bassa    dello schermo e di dimensione più piccola rispetto alle altre finestre attive.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>QuickTime X e QuickTime Player</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Una delle principali novità che riguarda sia le applicazioni, sia le tecnologie    alla base del sistema operativo è l&#8217;introduzione di QuickTime X. QuickTime X    rappresenta la nuova generazione del framework destinato alla gestione dei contenuti    multimediali, che in Mac OS X Snow Leopard viene rivoluzionato e ricostruito    dalle basi, traendo molti spunti dai lavori di sviluppo intrapresi per la realizzazione    del framework multimediale già utilizzato per iPhone ed <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_4.html#" target="_blank">iPod touch</a>, le cui somiglianze    non sono limitate solo all&#8217;interfaccia.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/qtimep_s.jpg" alt="" width="413" height="176" /><br />
<em>QuickTime Player X: la nuova interfaccia utente</em></p>
<p>Il nuovo QuickTime X porta con se&#8217; anche il nuovo QuickTime Player, la cui    interfaccia grafica è stata completamente rinnovata: i controlli di riproduzione    vengono ora mostrati in sovraimpressione su un pannellino traslucido, che scompare    dopo pochi secondi dall&#8217;ultimo azione compiuta. Il pannello ricorda, nell&#8217;aspetto,    quello impiegato per i controlli di riproduzione su <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_4.html#" target="_blank">iPhone</a> e iPod touch. La    nuova interfaccia non manca, tuttavia, di qualche inconveniente, principalmente    rappresentato dalle porzioni di immagine oscurate dalla presenza dei controlli    flottanti e dalla barra del titolo, anch&#8217;essa traslucida che, tuttavia, nella    visualizzazione in finestra non scompare ne&#8217; può essere rimossa.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/qtimep2.jpg" alt="" width="413" height="216" /><br />
<em>QuickTime Player X: le basilari operazioni di editing</em></p>
<p>Il nuovo player mette a disposizione dell&#8217;utente alcune funzionalità che era    precedentemente possibile trovare in QuickTime 7 Pro: in particolare è possibile    eseguire alcune basilari operazioni di editing audio e video, principalmente    votate a tagliare alcune parti non volute all&#8217;inizio o alla fine del filmato.    Le operazioni che è possibile compiere sono molto limitate e sono solo una piccola    parte di quanto era disponibile con QuickTime 7 Pro. Al momento non esiste alcuna    versione &#8220;Pro&#8221; di QuickTime X: è possibile supporre che Apple decida    di introdurre nuove funzionalità (o meglio: di reintrodurre le funzionalità    già presenti nelle precedenti versioni di QuickTime Pro) nelle prossime versioni    del player, probabilmente in concomitanza con il lancio delle prossime major    release del sistema operativo.</p>
<p>Tra le novità di QuickTime Player si segnala la possibilità di registrare videoclip    direttamente dalla videocamera <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_4.html#" target="_blank">iSight</a> integrata nella maggior parte dei sistemi    Mac (o tramite qualunque webcam/fotocamera di terze parti) e procedere anche    alla registrazione del desktop, una funzionalità che si rivela molto utile per    confezionare piccoli video dimostrativi e tutorial, oppure per mostrare a terzi    un problema. Sempre tramite il nuovo QuickTime Player diviene possibile effettuare    registrazioni audio, grazie ad una funzione molto simile al ben noto &#8220;registratore    di suoni&#8221; di Windows.</p>
<p>E&#8217; importante sottolineare che attualmente QuickTime X non è in grado di supportare    plug-in di terze parti. Ciò significa che per poter fruire di contenuti video    compressi tramite codec non nativamente supportati da QuickTime X sarà necessario    utilizzare il &#8220;vecchio&#8221; QuickTime 7, la cui installazione è comunque    possibile direttamente dal DVD di Snow Leopard.</p>
<p>Il nuovo QuickTime Player comprende le funzionalità per effettuare l&#8217;upload    diretto di video su servizi quali YouTube e MobileMe, per l&#8217;invio di un filmato    tramite e-mail oppure ancora per l&#8217;aggiunta di un filmato alla libreria di iTunes.    Sono inoltre state rese più semplici ed agevoli le funzionalità di conversione    per esportare filmati su dispositivi <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_4.html#" target="_blank">portatili</a> quali iPhone ed iPod oppure per    AppleTV oppure ancora in formati HD 480p e 720p il tutto grazie ad una serie    di preset. Il nuovo QuickTime X è inoltre in grado di supportare l&#8217;accelerazione    hardware da GPU per operazioni di codifica e decodifica ed integra le funzionalità    di streaming server via protocollo HTTP.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Anteprima</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>L&#8217;applicazione Anteprima, presente ormai da diverse edizioni del sistema operativo,    consente di visualizzare e di editare, a livello basilare, immagini e documenti    PDF senza la necessità di utilizzare software specifico. Con Snow Leopard, Anteprima    va incontro ad una serie di piccole migliorie, la più importante delle quali    riguarda la selezione di testo in documenti PDF.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/anteprima.jpg" alt="" width="397" height="480" /><br />
<em>Anteprima: nuova modalità di selezione testo</em></p>
<p>Nelle precedenti versioni del programma, infatti, risultava complicata la selezione    di testo all&#8217;interno di documenti PDF organizzati su più colonne: lo strumento    di selezione non era in grado di riconoscere la suddivisione in colonne, selezionando    così l&#8217;intero testo presente nella pagina. Con Snow Leopard viene risolto questo    inconveniente, permettendo così di selezionare correttamente il testo organizzato    in colonne.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/annotazioni.jpg" alt="" width="454" height="129" /><br />
<em>La barra degli strumenti di annotazione: aggiunti gli strumenti freccia e    testo</em></p>
<p>Sempre sul versante PDF si segnala inoltre la possibilità, di aprire più documenti    PDF in una singola finestra del programma: in tutte le versioni precedenti l&#8217;apertura    di più documenti PDF simultaneamente avveniva in più finestre, affollando in    maniera caotica il desktop. Sono stati inoltre introdotti alcuni nuovi strumenti    di annotazione che consentono di inserire in un PDF frecce e commenti testuali.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/istogramma.jpg" alt="" width="326" height="427" /><br />
<em>Pannello di regolazione delle immagini: introdotto l&#8217;istogramma RGB</em></p>
<p>Piccole novità anche per quanto riguarda la gestione delle immagini: la nuova    versione di Anteprima introduce inoltre l&#8217;istogramma <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_5.html#" target="_blank">RGB</a> nel pannello di ritocco    per le immagini. La funzione di ritocco era già presente nelle precedenti versioni    del programma, tuttavia con l&#8217;introduzione dell&#8217;istogramma è possibile procedere    a ritocchi e regolazioni più accurate.</p>
<p>Tra le altre novità si segnala la possibilità di utilizzare Anteprima per importare    direttamente immagini da uno <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_5.html#" target="_blank">scanner</a> collegato al sistema ed effettuare tutte    le eventuali operazioni di modifica necessarie. E&#8217; inoltre presente un migliore    algoritmo per lo scaling delle immagini, che limita la comparsa di artefatti    quando si eseguono operazioni di ingrandimento.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Safari 4 &#8211; Supporto a Exchange Server 2007</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Il browser Apple, giunto alla quarta versione, non è realmente una novità,    in quanto la beta pubblica è in circolazione già da diversi mesi. Tra le principali    funzionalità introdotte con questa nuova versione si segnala &#8220;Top Sites&#8221;,    una modalità di visualizzazione che consente di visionare in una singola pagina    le miniature dei siti visitati con maggiore frequenza. Nel complesso ci troviamo    dinnanzi ad un moderato restyling dell&#8217;interfaccia grafica.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/topsites.jpg" alt="" width="413" height="340" /><br />
<em>La funzione Top Sites: un&#8217;anteprima dei siti visitati più spesso. La stella    indica una aggiornamento del sito dall&#8217;ultima volta che è stato consultato</em></p>
<p>Novità anche nella gestione dell&#8217;history: la funzione &#8220;Full history Search&#8221;    permette di cercare un termine presente nell&#8217;indirizzo, nel titolo o nel testo    di pagine recentemente visitate. Implementata inoltre la modalità di visualizzazione    &#8220;Cover Flow&#8221; già introdotta con iTunes e replicata anche sul sistema    operativo <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_6.html#" target="_blank">Mac Os</a> X 10.5 Leopard, con la quale sarà possibile navigare tra i    contenuti della cronologia e dei preferiti. Safari 4 fa inoltre uso di un nuovo    motore JavaScript chiamato &#8220;Nitro&#8221;.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/history_cf.jpg" alt="" width="413" height="340" /><br />
<em>History: la visualizzazione in stile &#8220;Cover Flow&#8221; consente di ritrovare    facilmente pagine web visitate in precedenza</em></p>
<p>Troviamo poi le nuove funzionalità &#8220;Smart Address Field&#8221; e &#8220;Smart    Search Field&#8221;, la prima che completa automaticamente l&#8217;indirizzo che stiamo    digitando e mostrando una lista di siti ricavati dai bookmark o dall&#8217;history,    mentre la seconda suggerisce risultati secondo le indicazioni di Google o dall&#8217;elenco    delle ricerche effettuate in precedenza. Il nuovo Safari 4 presenta inoltre    un migliorato sistema di zooming della pagina che permette, qualora si dovessero    effettuare ingrandimenti, di mantenere inalterato il layout della pagina stessa.</p>
<p><strong>Supporto Exchange</strong></p>
<p>Mac OS X Snow Leopard supporta, per la prima volta in campo OS X, le tecnologie    Microsoft Exchange Server 2007. Allo scopo di andare a raggiungere un bacino    d&#8217;utenza sempre più ampio, Apple introduce così il supporto alle tecnologie    Microsoft per la gestione e condivisione di indirizzi, calendari e posta aziendale.    La configurazione è piuttosto semplice ed è possibile portarla avanti sia in    modalità automatica, inserendo negli opportuni campi di ciascun programma i    dati dell&#8217;account, oppure impostando tutti i parametri manualmente.</p>
<p>Exchange è supportato da tutti gli applicativi di comunicazione e pianificazione    presenti in Mac OS X: Rubrica Indirizzi, Mail e iCal. L&#8217;integrazione è completamente    trasversale: tutti gli applicativi sono infatti messi nelle condizioni di poter    interagire completamente tra di loro: oltre a Mail, che mette a disposizione    tutte le funzioni tradizionali anche per la corrispondenza Exchange, sarà possibile    utilizzare iCal per inviare inviti via mail, Rubrica Indirizzi per gestire i    contatti globali. Anche la funzionalità di ricerca Spotlight si integra con    Exchange, permettendo così di ricercare le informazioni di cui necessitiamo    anche all&#8217;interno di contatti, appuntamenti e posta Exchange.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Affinamenti e piccole novità</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>All&#8217;interno di <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_7.html#" target="_blank">Mac OS</a> X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221; è possibile trovare inoltre    tutta una serie di piccole novità, migliorie e cambiamenti rispetto alla precedente    versione del sistema operativo, che andiamo ad elencare in seguito senza soluzione    di continuità ne&#8217; pretesa di esaustività, in quanto la maggior parte di esse    sono dettagli o piccolezze che potrebbero facilmente passare inosservate.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/simboli.jpg" alt="" width="413" height="358" /><br />
<em>Sostituzione automatica simboli: le combinazioni di carattere vengono sostituite    automaticamente con il simbolo rispettivo. E&#8217; possibile personalizzare nuove    combinazioni </em></p>
<p>Due novità interessanti per quanto riguarda la scrittura di testi (sebbene    per ora supportate solamente da poche applicazioni e principalmente da quelle    già integrate nel sistema operativo): la prima riguarda la sostituzione automatica    di combinazioni di caratteri con il rispettivo simbolo, mentre la seconda è    rappresentata dall&#8217;introduzione del controllo grammaticale multi-lingua. Nelle    precedenti versioni del sistema operativo, infatti, il correttore grammaticale    andava a segnare come errore qualunque parola non presente nel vocabolario utilizzato    dalla lingua di sistema: un comportamento piuttosto fastidioso (si pensi, ad    esempio, di dover scrivere un testo in inglese mentre si usa il sistema operativo    in italiano) che costringeva spesso a dover disattivare il correttore, che da    Snow Leopard in poi non si presenterà più.</p>
<p>Mac OS X 10.6 Snow Leopard introduce una variazione per quanto concerne la gestione display. L&#8217;esponente della curva di gamma (ovvero la curva che mette in relazione il segnale video in input con l&#8217;intensità luminosa prodotta dal display) viene portato al valore di 2,2, rispetto al valore di 1,8 da sempre utilizzato sui sistemi operativi della Mela.</p>
<p>Piccoli aggiornamenti anche alla tecnologia Bonjour, che si occupa di gestire    in maniera automatizzata la condivisione di volumi su un network di sistemi.    In particolare vengono introdotte una serie di funzionalità che consentono ad    un <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_7.html#" target="_blank">computer</a> che condivide documenti di poter andare in stato di sleep (e quindi    di risparmiare energia) pur continuando le operazioni di trasferimento e condivisione    file.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/corelocator.jpg" alt="" width="413" height="361" /></p>
<p>Core Locator è un&#8217;altra piccola novità di Snow Leopard: si tratta di una tecnologia    che consente di regolare in maniera automatica l&#8217;impostazione del fuso orario    in relazione al luogo ove ci troviamo, grazie ad un&#8217;analisi della rete WiFi    (ove disponibile) è in grado di localizzare (anche con una discreta precisione)    l&#8217;area geografica nella quale si trova il <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_7.html#" target="_blank">portatile</a>.</p>
<p>Il programma di videoconferenza e messaggistica istantanea, iChat, riduce i    requisiti di larghezza di banda per le trasmissioni video: le videoconferenze    alla risoluzione di 640&#215;480 richiedono ora una connessione da 300kbps rispetto    ai precedenti requisiti di 900kbps. La visualizzazione iChat theater è ora possibile    anche alla risoluzione di 640&#215;480, ove precedentemente era limitata solamente    a 320&#215;240.</p>
<p>Viene inoltre migliorato il supporto alle tecnologie votate a semplificare    l&#8217;utilizzo del computer per i portatori di handicap, a partire dalla funzionalità    VoiceOver introdotta a partire dal sistema operativo <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_7.html#" target="_blank">Mac OS X 10.4</a> &#8220;Tiger&#8221;.    In Snow Leopard VoiceOver può sfruttare le caratteristiche dei trackpad multitouch    presenti sui portatili Apple grazie ad una serie di gesture specifiche che permettono    di avviare la lettura di testo presente a schermo. I sistemi Apple, inoltre,    supportano nativamente già da tempo i display braille e con Snow Leopard viene    migliorato il supporto a questo tipo di dispositivi grazie all&#8217;introduzione    di funzionalità di mirroring che consentono di utilizzare più dispositivi collegati    ad un singolo sistema (si pensi, ad esempio, in ambito scolastico). Vengono    inoltre supportati i display braille Bluetooth.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Considerazioni</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Mac OS X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221; è un aggiornamento o un nuovo sistema    operativo? La risposta non è univoca: per l&#8217;utente finale può apparire come    un semplice aggiornamento ma per lo sviluppatore rappresenta senza dubbio una    novità. Il messaggio che Apple ha voluto dare è piuttosto chiaro: la Mela ha    espressamente voluto concentrare i propri sforzi di sviluppo per implementare    una serie di caratteristiche che consentano agli sviluppatori di affrontare    un più efficace percorso di scrittura del software per Mac OS X e di &#8220;trascurare&#8221;    momentaneamente l&#8217;introduzione di tutti quegli elementi che di norma rappresenterebbero    un forte richiamo sulla massa.</p>
<p>E a fronte di ciò si può discutere se Mac OS X &#8220;Snow Leopard&#8221; sia    una novità più per gli sviluppatori che per l&#8217;utente finale: l&#8217;introduzione    di importanti tecnologie come GCD od il supporto ad OpenCL e l&#8217;assenza di nuove    caratteristiche realmente inedite può far pensare che sia così, ma di contro    v&#8217;è da riconoscere che la decisione di mettere a disposizione degli sviluppatori    una piattaforma software in grado di poter sfruttare adeguatamente l&#8217;hardware    più recente rappresenta senza dubbio una scelta che, in ultima analisi ed in    prospettiva, non può che offrire benefici anche all&#8217;utente finale, sia esso    un professionista oppure un semplice appassionato.</p>
<p>Come abbiamo già avuto modo di constatare, Snow Leopard sembra rappresentare    un punto di rottura rispetto alle altre cosiddette &#8220;Major Release&#8221;    che Apple ha pubblicato nel corso degli ultimi anni. Il vero interrogativo    è se rappresenta una &#8220;mosca bianca&#8221; in un processo di aggiornamento    e innovazione che riprenderà con la medesima strategia interrotta prima del    suo rilascio (ovvero l&#8221;introduzione di funzionalità inedite in ogni major release)    o se traccia un nuovo sentiero strategico basato sull&#8217;alternanza di edizioni    completamente nuove a edizioni di ottimizzazione e &#8220;rifinitura&#8221;. Dando    per scontato che il futuro Mac OS X 10.7 introdurrà nuove funzionalità, la risposta    a questa domanda si avrà solamente in occasione dell&#8217;ancor più lontano 10.8.</p>
<p>A titolo di riferimento elenchiamo di seguito quali sono i requisiti hardware    necessari affinché le varie novità tecnologiche di Snow Leopard possano essere    adeguatamente sfruttate:</p>
<blockquote><p>-Solo i sistemi provvisti di processore Intel possono supportare Snow Leopard,      i sistemi con processore <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_8.html#" target="_blank">PowerPC</a> non sono in grado di supportarlo<br />
-Il supporto al kernel a 64-bit è possibile solamente con EFI a 64-bit; molti dei sistemi Mac commercializzati prima del 2007 sono provvisti solamente di EFI a 32-bit. Va comunque precisato che, ad eccezione degli ultimi sistemi Xserve, il boot di default viene effettuato con kernel a 32-bit.<br />
-Grand Central Dispatch richiede una CPU multi core: l&#8217;unico sistema che non      è in grado di supportare GCD è il Mac mini lanciato nel corso dei primi mesi      del 2006, in quanto provvisto di una CPU Intel Core Solo (single core)<br />
-OpenCL è supportato solamente in abbinamento ad una delle seguenti GPU: NVIDIA      GeForce 9400M, GeForce 9600M GT, GeForce 8600M GT, GeForce GT 120, GeForce      GT 130, GeForce GTX 285, GeForce 8800 GT, GeForce 8800 GS, <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_8.html#" target="_blank">Quadro FX</a> 4800,      Quadro FX5600, ATI Radeon 4850, Radeon 4870. Se il vostro sistema non dispone      di una delle GPU appena elencate non sarà possibile sfruttare la computazione      via GPU tramite OpenCL.<br />
-L&#8217;accelerazione hardware H.264 di QuickTime X è attualmente supportata solamente      dal <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_8.html#" target="_blank">chipset NVIDIA</a> GeForce 9400M.</p></blockquote>
<p>Con l&#8217;importante premessa che il nuovo Mac OS X 10.6 è compatibile solamente    con i sistemi dotati di CPU Intel, è il caso di passare o no a Snow Leopard?    Per tutti coloro i quali sono nelle condizioni legali di poterlo fare, ovvero    sono in possesso di un sistema provvisto di Mac OS X 10.5 &#8220;Leopard&#8221;    (per approfondimenti rimandiamo alle precisazioni esposte nell&#8217;introduzione)    la risposta è sì, soprattuto a fronte del vantaggioso prezzo di soli 29,00 Euro.    Discorso più complesso, invece, per chi dispone invece di sistemi operativi    precedenti, da <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2303/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-seconda-parte_8.html#" target="_blank">Mac OS X 10.4</a>. In questo caso, sempre per non incorrere nelle    violazioni di licenza d&#8217;uso, Apple propone il Mac Box Set al costo di 169,00    Euro, il quale include, oltre a Mac OS X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221;, anche    le suite di applicativi iLife &#8217;09 e iWork &#8217;09.</p>
<p>Considerando che iLife &#8217;09 è compatibile solamente con sistemi operativi da    Mac OS X 10.5 in poi (pertanto chi sta attualmente utilizzando un sistema 10.4    Tiger non può disporre di iLife &#8217;09), che iLife &#8217;09 ed iWork &#8217;09 sono commercializzati    al prezzo di 79 Euro ciascuno e che il passaggio da Tiger a Snow Leopard è particolarmente    rilevante in termini di guadagno prestazionale e di feature, ci sentiamo di    consigliamo l&#8217;aggornamento solo a coloro i quali dispongono di un sistema hardware    non eccessivamente datato.</p>
<p>Un&#8217;importante avvertenza che ci sentiamo di dare all&#8217;utenza, in special modo    alla fascia dei professionisti e di chi usa l&#8217;ambiente Mac per lavoro, è quella    di controllare attentamente che tutto il parco software in possesso sia compatibile    senza riserve con il nuovo sistema operativo. Nel caso vi siano applicativi    non compatibili o con problemi di compatibilità, è consigliabile attendere ed    effettuare l&#8217;upgrade in un secondo momento quando si avrà la garanzia di compatibilità.    A <a href="http://support.apple.com/kb/HT3258">questo indirizzo</a> Apple ha pubblicato un elenco degli applicativi che hanno    problemi di funzionamento con Leopard, tuttavia consigliamo di riferirsi direttamente    al produttore del software di nostro interesse.</p>
<p>Attualmente Apple ha già rilasciato il primo maintenance update Mac OS X 10.6.1    per Snow Leopard, mentre ha già iniziato a distribuire la versione beta di 10.6.2    agli sviluppatori, la quale sarà verosimilmente resa pubblica nel corso delle    prossime settimane e che ci auguriamo vada a risolvere il <a href="http://www.hwupgrade.it/news/apple/grave-bug-affligge-l-utente-guest-di-mac-os-x-106-snow-leopard_30413.html">grave    bug legato all&#8217;account Guest</a> emerso nei giorni scorsi.</td>
</tr>
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<p><!-- Articoli correlati --> <!-- /Articoli correlati --></td>
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		<title>Apple Mac OS X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221; &#8211; Prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 21:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple Mac]]></category>
		<category><![CDATA[leopard]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo tratto da HardwareUpgrade.it “Prima parte di una trattazione a due puntate inerente il nuovo sistema operativo di Apple, Mac OS X 10.6 Snow Leopard. In questa puntata ci concentreremo su due delle principali tecnologie del nuovo sistema operativo: Grand Central Dispatch e OpenCL” Il sistema operativo Mac OS X per come è conosciuto ai [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/snowl_box.jpg" alt="" width="380" height="373" /></p>
<p style="text-align: justify;">Articolo tratto da <a href="http://www.hwupgrade.it" target="_blank">HardwareUpgrade.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"><em>“Prima parte di una trattazione a due puntate inerente il nuovo sistema operativo di Apple, Mac OS X 10.6 Snow Leopard. In questa puntata ci concentreremo su due delle principali tecnologie del nuovo sistema operativo: Grand Central Dispatch e OpenCL”</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema operativo <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_index.html#" target="_blank">Mac OS</a> X per come è conosciuto ai giorni nostri    ha visto la luce il 24 Marzo 2001, con il debutto della versione Mac Os X 10.0.0    conosciuta con il nome in codice di &#8220;Cheetah&#8221;. Mac OS X rappresentò    un punto di rottura con i precedenti sistemi operativi di casa Apple, Mac OS    &#8220;Classic&#8221; System 8 e 9, fisiologicamente giunti al punto conclusivo    della loro evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovandosi dinnanzi alla necessità di compiere una svolta, Apple ha    dovuto decidere che strada imboccare per lo sviluppo del nuovo sistema operativo:    la strategia fu quella di annettere NeXT <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_index.html#" target="_blank">Computer</a>, fondata da Steve Jobs negli    anni dell&#8217;&#8221;esilio&#8221; da Apple, che si era occupata dello sviluppo del    sistema operativo NeXSTEP il quale diventò la base dalla quale partire    per la costruzione del nuovo sistema operativo della Mela.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi più di otto anni da allora, nel corso dei quali a Cheetah    sono succedute sei &#8220;major release&#8221;, tutte simpaticamente contraddistinte    dal nome di felini selvatici (Puma, Jaguar, Panther, Tiger, Leopard). L&#8217;ultima    prorprio X settimane fa, il 29 Agosto 2009: Mac OS X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221;,    l&#8217;ultima incarnazione del sistema operativo di Apple.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservando le major release precedenti a Snow Leopard, si può notare    immediatamente che l&#8217;ultimo sistema operativo di Apple rappresenta una sorta    di anomalia. Da Mac OS X 10.1 a 10.5, tutte le versioni sono state caratterizzate    dalla presenza di nuove funzionalità ed elementi piuttosto vistosi. L&#8217;approccio    che Apple ha seguito con 10.6 è invece differente: il punto di partenza    è Os X 10.5 Leopard, che è andato incontro ad un processo di ottimizzazione    spinta. Le principali novità, sebbene non di secondo piano, sono tutte    &#8220;dietro le quinte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare vi sono due fondamentali tecnologie che trovano posto nel nuovo    sistema operativo Snow Leopard, e si tratta di Grand Central Dispatch e del    supporto a OpenCL. Nel primo caso si tratta di una tecnologia per sfruttare    al meglio i processori multicore, nel secondo caso si tratta invece del supporto    allo standard aperto del linguaggio di programmazione GPGPU destinato alle <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_index.html#" target="_blank">schede    video</a>. Tra le altre novità si segnala inoltre la completa riprogrammazione    del Finder, che passa da Carbon a CoCoa, e tutti gli applicativi principali    tra cui il Finder stesso, Mail, iCal, Safari e iChat scritti a 64-bit. Importante    anche l&#8217;introduzione di QuickTime X, che supporta nuovi standard di compressione,    la decodifica hardware coadiuvata dalle GPU e la possibilità di registrare    sequenze video del desktop. Snow Leopard introduce inoltre il supporto a Microsoft    Exchange Server 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">La versione client singola licenza di Mac OS X 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221;    viene proposta sul mercato in versione aggiornamento da Mac OS X 10.5 al prezzo    di 29 Euro. La versione Family Pack, comprendente 5 licenze, è invece    disponibile al prezzo di 49 Euro. Per tutti coloro i quali hanno acquistato    (o acquisteranno) un sistema Mac nel periodo tra l&#8217;8 giugno 2009 ed il 26 dicembre    2009 e non hanno trovato il nuovo sistema operativo preinstallato sul sistema,    potranno sfruttare la promozione Mac OS X Snow Leopard Up-To-Date che consente    di ricevere a casa il <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_index.html#" target="_blank">DVD</a> con l&#8217;aggiornamento pagando solamente i 9,95 euro    di spese di spedizione. Mac OS X 10.6 Snow Leopard in versione Server è    invece commercializzato al prezzo di 499 Euro per licenze client illimitate.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo che andiamo a pubblicare oggi è il primo di una breve serie    riguardante il nuovo sistema operativo della Mela. In questa puntata parleremo    delle due importanti novità tecnologiche che caratterizzano Snow Leopard,    Grand Central Dispatch e Open CL. Nella prossima puntata ci focalizzeremo più    attentamente sulle novità delle applicazioni.<span id="more-68"></span></p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Grand Central Dispatch</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Grand Central Displatch è il nome con il quale Apple indica una tecnologia    implementata alla base del sistema operativo, che consente di sfruttare al meglio    le capacità computazionali dei <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_2.html#" target="_blank">processori</a> multi-core. Per quale motivo    Apple ha deciso di sviluppare una soluzione simile? Per capirlo bisogna fare    qualche breve passo indietro e comprendere il contesto tecnologico che ha portato    al passaggio dai processori single core ai processori multicore e che tipo di    cambiamenti hanno introdotto nel contesto della programmazione software.</p>
<p>Fino a non molti anni fa il percorso evoluzionistico dei processori è    stato relativamente semplice ed indirizzato all&#8217;incremento delle prestazioni    delle nuove generazioni di CPU semplicemente innalzandone la frequenza operativa.    Un approccio lineare e conveniente: sintetizzando banalmente, i programmi sono    infatti un insieme sequenziale di operazioni e, pertanto, maggiore è    la frequenza operativa, maggiore è la velocità di esecuzione di    un&#8217;operazione, minore è il tempo di esecuzione di un intero processo.</p>
<p>Lineare e conveniente fino a quando i materiali impiegati per la realizzazione    delle CPU non hanno iniziato a mostrare i propri limiti fisici: innalzando via    via le frequenze operative si spostavano di pari passo, verso l&#8217;alto, le temperature    d&#8217;esercizio ed il consumo energetico, due elementi cruciali da dover tenere    sotto controllo, in special modo in ambito mobile.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/multicore.jpg" alt="" width="382" height="208" /></p>
<p>A fronte di questi ostacoli, è mutato l&#8217;approccio allo sviluppo delle    CPU: non più un incremento prestazionale seguendo la &#8220;forza bruta&#8221;,    ma ispirandosi al &#8220;collaborazionismo&#8221;, ovvero inserendo in un singolo    microprocessore più core di elaborazione e potendo ottenere più    potenza computazionale senza dover ricorrere all&#8217;incremento della frequenza    operativa.</p>
<p>Quali sono le conseguenze di questo approccio? In primis una migliore efficienza    ed una minore dissipazione termica. Sull&#8217;altro piatto della bilancia, però,    vi è una importante differenza rispetto al mero incremento della frequenza    operativa: con l&#8217;implementazione di più core, infatti, un programma scritto    per una CPU single core non è in grado di trarre benefici diretti.</p>
<p>Per poter sfruttare la presenza di più core di elaborazione, gli applicativi    necessitano infatti di essere riscritti: in altri termini per sfruttare al meglio    un <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_2.html#" target="_blank">processore</a> multi-core è necessario che il codice di programmazione    sia altamente parallelizzato e che preveda, cioè, la possibilità    che determinate sue parti possano essere eseguite contemporaneamente da più    core differenti. La programmazione parallela, tuttavia, risulta essere particolarmente    gravosa per gli sviluppatori. Oltre alla semplice suddivisione dei vari processi    (task) in più parti (thread) eseguibili simultaneamente, lo sviluppatore    dovrà assicurarsi, mediante tecniche opportune, di isolare i dati che    potrebbero essere modificati da più thread simultaneamente ed implementare    un sistema di gestione dei thread che mandi in esecuzione solamente un numero    di thread pari al numero di core disponibili. Si evince, pertanto, che il complesso    problema di gestione dei thread sia completamente sulle spalle del programmatore    in primis e dell&#8217;applicativo in ultima analisi. Vi è però una    variabile che non può in alcun modo essere controllata ne&#8217; dallo sviluppatore,    ne&#8217; dal programma: se, infatti, sul sistema operativo è in esecuzione    un&#8217;altra applicazione che sta impegnando i core della CPU, tutti gli sforzi    di programmazione risulterebbero comunque vani, in quanto le risorse non potrebbero    essere gestite in maniera ottimale.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/gcdlogo.jpg" alt="" width="243" height="188" /></p>
<p>Per venire incontro a questo genere di esigenze, porre una soluzione al problema    e, in ultima analisi, consentire l&#8217;ottimale sfruttamento delle capacità    computazionali dei processori multicore, <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_2.html#" target="_blank">Apple</a> ha pensato di introdurre un sistema    che consentisse di trasferire tutta la complessa gestione dei thread e la loro    esecuzione dal livello dell&#8217;applicativo al livello del sistema operativo, Grand    Central Dispatch, appunto.</p>
<p>Con Grand Central Dispatch (che abbrevieremo con GCD) gli sviluppatori hanno    così modo di concentrarsi meglio sulla parallelizzazione del codice di    programmazione, senza doversi occupare di come i thread verranno gestiti. Tutto    ciò che gli sviluppatori devono fare è definire le differenti    parti di lavoro (blocchi, blocks) che devono essere svolte dall&#8217;applicazione    e definire un modo semplice che regoli l&#8217;interazione di queste parti tra loro    (code, queues).</p>
<p>GCD si occuperà di analizzare le varie code, in modo tale da stabilire    l&#8217;ordine con il quale i thread devono essere eseguiti e si occuperà di    mandare in esecuzione un numero di thread pari al numero di core attualmente    disponibili per la computazione. Tutta la gestione di thread e dati che nell&#8217;approccio    tradizionale è a carico dell&#8217;applicazione, con GCD viene presa in carico    dal sistema operativo, il quale si occuperà di armonizzare l&#8217;impiego    delle risorse necessare all&#8217;esecuzione dell&#8217;applicativo con quelle necessarie    per il funzionamento degli altri processi del sistema. Inoltre, dal momento    che è il sistema operativo a decidere l&#8217;esecuzione dei thread sulla base    delle risorse disponibili, anche su processori single-core il codice sarà    eseguito sempre nella maniera più efficiente possibile.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>GCD, segue</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Le caratteristiche peculiari di GCD danno modo a programmatori e i sviluppatori    di definire piccoli frammenti di lavoro che possono essere isolati e scorporati    dal thread principale di un&#8217;applicazione, rendendola in questo modo più    reattiva agli input dell&#8217;utente. Le applicazioni GCD-based permettono di ottenere    una maggiore efficienza complessiva del sistema, grazie ad un codice complessivamente    più contenuto, all&#8217;impiego di minor CPU time e memoria rispetto ai meccanismi    tradizionali.</p>
<p>La programmazione basata su GCD consente di realizzare applicativi in grado    di scalare in maniera dinamica a seconda dell&#8217;hardware sul quale vengono eseguiti.    Di norma, quando uno sviluppatore si trova nelle condizioni di dover lavorare    all&#8217;ottimizzazione di un programma multithread, incorre nella necessità    di conoscere i dettagli dell&#8217;hardware sul quale opera la specifica applicazione    e, affinché l&#8217;ottimizzazione sia davvero tale, è inoltre necessario    che nessun altro programma sia in esecuzione. Se tale scenario può essere    anche abbastanza comune negli ambiti di supercomputing, ciò non avviene    in contesto desktop, dove spesso più applicativi, di varia natura, sono    contemporaneamente in esecuzione. GCD, ricoprendo il ruolo di &#8220;supervisore&#8221;    delle attività, riesce ad ovviare a questo problema: il programmatore    è infatti messo nelle condizioni di strutturare il codice di un applicativo    in una maniera che permetta di identificare tutte le opportunità di parallelizzazione    disponibile e lasciando che sia il sistema operativo, grazie a GCD, a decidere    l&#8217;adeguato grado di parallelismo con il quale eseguire un&#8217;applicazione, sulla    base della piattaforma hardware esistente e sulla base della richiesta computazionale    delle altre applicazioni in esecuzione. Questo meccanismo consente pertanto    alle applicazioni e al sistema operativo di scalare in maniera efficente da    uno a molti processori senza che sia necessaria una regolazione manuale delle    applicazioni.</p>
<p>Grand Central Dispatch è in grado di apportare i benefici descritti    sopra e al contempo permette di ridurre la complessità del codice che    è necessario scrivere. Molti sviluppatori hanno constatato che l&#8217;adozione    di GCD permette di migliorare in maniera sensibile la leggibilità del    codice e, conseguentemente, la sua manutenzione e la correttezza del codice,    precedentemente portato avanti con le tradizionali tecniche di programmazione    multithreaded.</p>
<p><strong>Strumenti di sviluppo GCD</strong></p>
<p>Affinché gli sviluppatori possano sfruttare al meglio le caratteristiche    di Grand Centra Dispatch, <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_3.html#" target="_blank">Apple</a> mette a disposizione, direttamente all&#8217;interno    del DVD di installazione di Snow Leopard, una serie di strumenti atti allo scopo    come parte dell&#8217;ambiente di sviluppo Xcode.</p>
<p>Nello specifico è possibile disporre di una serie di strumenti di analisi    che consentono di verificare l&#8217;efficienza di codice scritto per GCD grazie ad    un monitoraggio in tempo reale relativo all&#8217;uso di blocchi e code mentre l&#8217;applicazione    è mandata in esecuzione. Più nel dettaglio, gli strumenti di analisi    forniti all&#8217;interno di Xcode permettono di tenere traccia del numero di volte    che un blocco è stato eseguito, della durata di esecuzione di una particolare    istanza di blocco e la latenza di una determinata coda.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>OpenCL</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>La seconda, importante, novità tecnologica implementata in <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_4.html#" target="_blank">Mac OS X</a> 10.6 &#8220;Snow Leopard&#8221; è il supporto allo standard OpenCL, che    consente di mettere a disposizione del sistema operativo e degli applicativi    la potenza computazionale delle moderne GPU per calcoli ed impieghi che esulano    dalla normale computazione grafica.</p>
<p>Di Open CL abbiamo avuto modo di parlare più volte sulle pagine di Hardware    Upgrade. Si tratta di uno standard aperto che comprende un linguaggio di programmazione,    le relative API, e tutti gli elementi runtime necessari a supporto della programmazione.    La base di partenza del linguaggio di programmazione dello standard OpenCL è    lo standard C99, nato nel 1999 da una revisione e da una serie di operazioni    di aggiornamento al fine di mantenere il linguaggio C di pari passo con l&#8217;evoluzione    hardware.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/ocl_logo.jpg" alt="" width="137" height="147" /></p>
<p>La qualità di immagine, il realismo grafico, le elevate risoluzioni    sono possibili grazie alla capacità delle moderne GPU di calcolare parecchi    milioni di <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_4.html#" target="_blank">pixel</a> al secondo, ciascuno dei quali è, nei fatti, il risultato    di una serie di operazioni matematiche più o meno complesse. Pertanto,    da un punto di vista strettamente computazionale, le GPU sono in grado di effettuare    operazioni al livello di supercomputer. Non solo: le GPU attuali sono in grado    di processare più pixel simultaneamente poiché, a livello architetturale,    sono processori altamente parallelizzati. E&#8217; sulla base di queste considerazioni    che nasce l&#8217;idea di impiegare i processori grafici come processori general-purpose.</p>
<p>Ma come si è passati da una GPU esclusivamente dedicata al calcolo grafico    ad una GPU capace di affrontare anche operazioni generiche? Il merito, forse    inconsapevole, di questa evoluzione va all&#8217;introduzione dei graphic shader,    ovvero una serie di istruzioni basilari che permettessero di riprogrammare gli    elementi atti alla processazione dei pixel all&#8217;interno della GPU, più    comunemente denominati pipeline. I graphic shader sono infatti nati per ovviare    ad una limitazione delle precedenti generazioni di GPU, caratterizzate da pipeline    non programmabili e, pertanto, in grado di computare solo attingendo a questo    set fisso di istruzioni disponibili a livello hardware. Con il passare del tempo    i graphic shader si sono via via evoluti, passando dall&#8217;essere semplici programmi    scritti in linguaggio assembly, a programmi di più alto livello e di    maggior complessità. Proprio per gestire la sempre più crescente    complessità degli shader grafici, i progettisti di GPU hanno ritenuto    indispensabile modificare l&#8217;architettura delle GPU, permettendo alle pipeline    di supportare operazioni matematiche e logiche più generiche.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/nai_l.jpg" alt="" width="274" height="79" /></p>
<p>AMD e NVIDIA, consci delle potenzialità delle nuove architetture grafiche,    hanno iniziato a sviluppare una serie di linguaggi di programmazione proprietari    in grado di semplificare l&#8217;approccio alla programmazione GPGPU (General Purpose    GPU). Apple, di contro, ha intuito che uno standard aperto potesse meglio portare    sul mercato le funzionalità delle nuove <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/apple/2285/apple-mac-os-x-106-snow-leopard-prima-parte_4.html#" target="_blank">schede video</a> e collaborando con    Intel e le stesse AMD e NVIDIA ha sviluppato uno standard da proporre a Khronos    Group. Nel giro pochi mesi OpenCL è divenuto ufficialmente uno    standard aperto e, come tale, libero da canoni di concessione e multipiattaforma    destinato in modo particolare alla programmazione parallela delle GPU di ultima    e futura generazione.</p>
<p>Quali sono, in ultima analisi, le ricadute pratiche del supporto ad una tecnologia    GPGPU? Con la possibilità di eseguire un consistente volume di calcoli    in parallelo, lo sfruttamento delle tecniche di programmazione messe a disposizione    da OpenCL consente di incrementare significativamente la velocità e la    risposta di una vasta gamma di applicazioni, a partire dai giochi sino a software    di calcolo e analisi scientifica, passando per applicativi di stampo entertainment.    Tra i campi di applicazione si possono citare gli applicativi per il riconoscimento    del volto in realtime, soluzioni per la riduzione del rumore video, e la codifica/decodifica    accelerata di materiale multimediale.</p>
<p>E&#8217; molto interessante notare come Apple abbia deciso di propendere per uno    standard aperto quale Open CL per quanto riguarda la possibilità di fruire    delle potenzialità del GPGPU: i sistemi Mac sono infatti equipaggiati    con soluzioni grafiche di NVIDIA, che ha sviluppato il proprio standard di programmazione    CUDA. Ancora una volta è evidente come Apple, pur appoggiandosi ad altre    grandi realtà del settore, preferisca evitare di legarsi a doppio filo    a qualsiasi di queste, perseguendo la proverbiale politica delle &#8220;mani    libere&#8221;.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>


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		<title>Regno Unito, Internet sorpassa la televisione nel settore pubblicitario</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 14:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Record £ 1.75bn spesa online rende importante dell&#8217;economia del Regno Unito prima di spendere di più per gli annunci web di TV, dice IAB IAB figures show that of the total £1.75bn spent on internet advertising, £1.05bn, or 60%, was spent on search advertising on websites including Google. The UK has become the first major [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Record £ 1.75bn spesa online rende importante dell&#8217;economia del Regno Unito prima di spendere di più per gli annunci web di TV, dice IAB</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Lifeandhealth/Pix/pictures/2009/01/20/tea2.jpg" alt="" width="460" height="276" /></p>
<blockquote><p>IAB figures show that of the total £1.75bn spent on internet advertising, £1.05bn, or 60%, was spent on search advertising on websites including Google.</p>
<p>The UK has become the first major economy where advertisers spend more on internet advertising than on television advertising, with a record £1.75bn online spend in the first six months of the year.</p>
<p>The milestone marks a watershed for the embattled TV industry, the leading ad medium in the UK for almost half a century. It has taken the internet little more than a decade to become the biggest advertising sector in the UK.</p>
<p>UK advertisers spent £1.75bn on internet advertising in the six months to the end of June, a 4.6% year-on-year increase, according to a report by the Internet Advertising Bureau and PricewaterhouseCoopers. To put this in perspective, in 1998, when the IAB first measured internet advertising, just £19.4m was spent online.</p>
<p>The internet now accounts for 23.5% of all advertising money spent in the UK, while TV ad spend accounts for 21.9% of marketing budgets.</p>
<p>The IAB originally predicted that internet ad spend would overtake TV at the end of 2009; however, the crippling advertising recession accelerated this by six months. TV advertising fell about 17% year on year in the first half, to about £1.6bn, according to the report.</p>
<p>The IAB&#8217;s figures show that of the total of £1.75bn spent on internet advertising, £1.05bn, or 60%, was spent on search advertising on websites including Google, up 6.8% year on year.</p>
<p>Online classified advertising grew by 10.6% year on year to £385m, about 22% of total internet ad spend. But online display advertising, such as banners on websites, fell by 5.2% year on year, to £316.5m. This was an 18% share of all internet ad spend.</p>
<p>The ray of light within the online display ad sector was the nascent, but rapidly growing, online video advertising sector. The IAB estimated that this sector grew by close to 300% year on year, to almost £12m.</p>
<p>Thinkbox, the UK TV marketing body, has taken exception to the IAB&#8217;s figures, arguing that the internet is now mature and diverse and it is inaccurate to collate all the figures as if it is one single medium.</p>
<p>&#8220;It is interesting but meaningless to sweep all the money spent on every aspect of online marketing into one big figure and celebrate it,&#8221; said Lindsey Clay, marketing director at Thinkbox. &#8220;Online marketing spend is made up of many things, including email, classified ads, display ads (including online TV advertising) and, overwhelmingly, search marketing. They should be judged individually.&#8221;</p>
<p>Guy Phillipson, the chief executive of the IAB, reckoned that there is still significant growth potential left in the internet ad market.</p>
<p>&#8220;We could absolutely see it grow to being a 30% medium [of share of ad spend], to go past £4bn to even £5bn annually,&#8221; he said. &#8220;Online display advertising has plenty of room for growth.&#8221;</p>
<p>Despite the seemingly inexorable rise of internet ad spend, a closer examination of the IAB&#8217;s figures show that the recession has had an impact. In the first quarter £920m was spent on online advertising, representing 8.6% year-on-year growth. However, in the second quarter, spend fell almost £100m to £832m, representing only a 1.1% increase on the amount spent in the same period last year.</p>
<p>Adam Smith, futures director at WPP&#8217;s combined media operation Group M, argued that the internet&#8217;s share of total UK ad spend could be close to its peak.</p>
<p>Smith cited factors such as the increasing share of time that users spend on social networking websites, which have not attracted huge advertising spend, and the increasing saturation of internet penetration in the UK as potential limiting factors. &#8220;This day was bound to arrive, as the internet has been attracting a huge long tail of advertisers that have not advertised before doing completely new things,&#8221; he said. &#8220;It is a memorable event. However, it is a bit simplistic to make this comparison [and] it is always possible that internet&#8217;s share [of total UK ad spend] could go backwards if TV has a good year.&#8221;</p>
<p>The UK is not the first country where internet ad spend has overtaken TV spend, Denmark reached the milestone about six months ago. But it is the first major economy to do so.</p></blockquote>
<p>La traduzione tradotta in italiano la trovate <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.guardian.co.uk%2Fmedia%2F2009%2Fsep%2F30%2Finternet-biggest-uk-advertising-sector" target="_blank">qui</a>, la versione originale in inglese la potete trovare <a href="http://www.guardian.co.uk/media/2009/sep/30/internet-biggest-uk-advertising-sector" target="_blank">qui </a></p>
<p>Fonte: http://www.guardian.co.uk/</p>


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		<title>Black Eyed Peas i Gotta a Feeling Official Music Video Full HD</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 21:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Black Eyed Peas]]></category>
		<category><![CDATA[i Gotta a Feeling]]></category>

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		<title>Da Arpanet ad Internet</title>
		<link>http://www.xaccaweb.com/wordpress/2009/09/17/da-arpanet-ad-internet/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 21:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi con questo post cominciamo una rubrica dedicata al “mondo” di internet, questo mezzo ormai utilizzato da quasi tutti, chi per gioco, chi per passatempo, chi per lavoro, chi per informazione alternativa a quella cartacea o televisiva o radiofonica. Internet per la variegata offerta di informazioni abbraccia tutte le varie fasce di età dal ragazzino [...]


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<p style="text-align: justify;">Ormai questo mezzo per la grande quantità di informazioni e utenti viene considerato come un “mondo parallelo” in cui ci può incontrare, conoscere e scambiare informazioni ed opinioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come il mondo reale, internet contiene una serie di regole (rispettate o meno), di termini e metodi per il suo utilizzo che, molto spesso, non vengono usati a causa di una non conoscenza degli stessi. Con questa rubrica ci fissiamo l’obiettivo di dare una piccola infarinatura di tutto ciò che gravita intorno e dentro questo mondo ai lettori dell’urban blog di Sciacca.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi parleremo in breve delle <strong>origini di internet</strong>. La sua nascita risale negli anni sessanta con un progetto chiamato <em>ARPANET</em>, finanziato dal dipartimento della difesa statunitense, con l’obiettivo dello sviluppo di una rete decentrata di computer interconnessi. Tale progetto alla fine della guerra fredda è stato messo a disposizione per impieghi civili, collegando dapprima alcuni centri universitari ed in seguito utenti aziendali ed infine gli utenti domestici. Esso fu utilizzato per creare un sistema di comunicazione in grado di cercare una soluzione alle problematiche legate alla sicurezza nella rete di comunicazioni militari. Per tutti gli anni Settanta ARPANET continuò a svilupparsi in ambito universitario e governativo, ma dal <strong>1974</strong>, con l’avvento dello standard di trasmissione <strong>TCP/IP</strong> &#8211; (<em>Transmission Control Protocol / Internet Protocol</em>), il progetto della rete prese ad essere denominato <strong>Internet</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">È negli anni Ottanta, grazie all’avvento dei personal computer, che un primo grande impulso alla diffusione della rete al di fuori degli ambiti più istituzionali e accademici ebbe il suo successo dichiarato, rendendo di fatto potenzialmente collegabili centinaia di migliaia di utenti. Nacque allora l’idea di rendere pubblico l’esercizio, essendo fino ad allora Internet limitato all’uso istituzionale e militare: i membri della comunità scientifica iniziarono così a scambiarsi informazioni e dati, ma anche messaggi estemporanei. Nacque in questo modo, spontaneamente, l’<strong>e-mail</strong>, la posta elettronica, e di seguito dunque i primi newsgroup.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <strong>1983</strong> ARPA(<em>Defence Advanced Research Project Agency</em>) esaurì il suo scopo: lo stato chiuse l’erogazione di fondi pubblici, la sezione militare s’isolò, necessitando di segretezza assoluta a protezione delle proprie informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il passare del tempo, l’esercito si disinteressò sempre più del progetto (fino ad abbandonarlo nel 1990), che rimase sotto il pieno controllo delle università, diventando un utile strumento per scambiare le conoscenze scientifiche e per comunicare.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito, nei primi anni Novanta, con i primi tentativi di sfruttamento commerciale, grazie a una serie di servizi da essa offerti, ebbe inizio il vero boom di ARPANET, nel frattempo rinominata Internet, e negli stessi anni nacque una nuova architettura capace di semplificare enormemente la navigazione: la <strong>World Wide Web</strong>.</p>


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		<title>Anteprima Canon Eos 7D: il ritorno della semiprofessionale</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 13:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblico interamente questo articolo comparso su HardwareUpgrade riguardante la nuova Canon Eos 7D. Buona lettura Introduzione Erano diversi anni che Canon aveva abbandonato quel settore di mercato dedicato all&#8217;amatore evoluto, riassorbito in parte nella fascia prosumer ma non totalmente espresso con i modelli della decina di casa bianco rossa. Il settore che si definisce Advanced [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico interamente questo articolo comparso su <a href="http://www.hardwareupgrade.it" target="_blank">HardwareUpgrade</a> riguardante la nuova Canon Eos 7D. Buona lettura</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Introduzione</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Erano diversi anni che Canon aveva abbandonato quel settore di mercato  dedicato all&#8217;amatore evoluto, riassorbito in parte nella fascia prosumer ma non  totalmente espresso con i modelli della decina di casa bianco rossa. Il settore  che si definisce Advanced Mid Range è dedicato agli appassionati con una  avanzata tecnica fotografica che vogliono sperimentare attraverso fotocamere  quasi professionali ma che non sono disposti a spendere cifre esorbitanti per il  loro hobby preferito. Dopo le innovazioni che hanno visto protagoniste Eos 1D Mark III, <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_index.html#" target="_blank">Eos 5D</a> Mark II ed Eos 50D, Canon prosegue il rinnovamento  tecnologico all&#8217;interno dei propri corpi ed obiettivi.</p>
<p>Lasciamo la presentazione della nuova DSLR <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_index.html#" target="_blank">Canon</a> alla voce di Matteo La  Torre, responsabile della formazione di Canon Italia, intervistato per HWupgrade  durante l&#8217;evento milanese:</p>
<div>
<div><a title="Canon EOS 7D: in anteprima dal vivo" href="http://www.tvtech.it/video/444/canon-eos-7d-in-anteprima-dal-vivo/" target="_blank"><img src="http://images.tvtech.it/cacheplayer/player_444.jpg" border="0" alt="Canon EOS 7D: in anteprima dal vivo" /></a><span id="more-20"></span></div>
</div>
<p>Ieri mattina, proprio al centro di Milano, è stata presentata ufficialmente  la nuova Canon <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_index.html#" target="_blank">Eos</a> 7D, una reflex digitale che a dispetto della sigla da cui è  contraddistinta, non vanta un sensore full frame ma presenta al contrario un<strong> </strong>APS-C completamente rinnovato e pompato di Mp: ben 18. Non è quindi un&#8217;erede  della Eos 5D Mark II ma un modello a se stante che riapre i giochi proprio nella  categoria dedicata all&#8217;amatore evoluto.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/14_eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="373" /></p>
<p>Tra le principali caratteristiche citiamo il<strong> </strong>sensore APS-C da 18 Mp di  nuova concezione basato sulla tecnologia gap-less; elaborazione dati a 14 bit  demandata ad una coppia di processori DiGiC IV che permettono<strong> </strong>raffiche di  8 fps per 126 jpeg consecutivi. Il<strong> </strong>mirino<strong> </strong>è stato portato ad un  campo di vista del 100% con ingrandimento pari a 1x e vanta una matrice attiva  che permette di scegliere cosa visualizzare in sovraimpressione  all&#8217;inquadratura, dal cerchio spot, al reticolo dello schermo a griglia alla  matrice dei punti di messa a fuoco.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/05_eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="361" /></p>
<p>Lo stesso modulo AF è stato migliorato permettendo di sfruttare 19 punti a  croce per obiettivi F/5,6 e una diagonale centrale per obiettivi F/2,8. Le  modalità di lavoro sono espanse al massimo e l&#8217;utilizzatore può attivare in  maniera modulare i punti di messa a fuoco in maniera singola, estesa, a blocchi,  a matrice, a zone secondo le proprie necessità. Il nuovo algoritmo<strong> </strong>iFCL  utilizza informazioni di rilevazione di fase, crominanza e luminanza per  determinare sempre una messa a fuoco di precisione.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/09_eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="435" /></p>
<p>Tanto che i tecnici Canon hanno sottolineato come sia addirittura possibile  mettere a fuoco i riflessi sul vetro di una finestra. Tra le altre  caratteristiche facciamo ancora riferimento al controller infrarossi integrato  per la gestione remota di flash esterni della serie SpeedLite senza la necessità  di utilizzare il trasmettitore ST-E2. Lo schermo <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_index.html#" target="_blank">LCD</a> Clear View II da 3&#8243; è stato  migliorato con una diversa costruzione che permette di eliminare i riflessi e  garantisce un angolo di vista di 160°.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Corpo e comandi</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Canon Eos 7D casca bene in mano, il peso è consistente ma ben bilanciato e la  sensazione di solidità è notevole. Buona parte del corpo macchina è coperta da  gomma antiscivolo permettendo un ottimo grip, l&#8217;impugnatura è ampia, comoda  anche per chi ha le mani grandi. Il design del corpo è nel complesso leggermente  cambiato rispetto al modello <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_2.html#" target="_blank">Eos 5D</a> Mark II e propone delle linee maggiormente  stondate.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/37-2_eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="494" /></p>
<p>Nuovi pulsanti occupano il dorso del corpo macchina impegnato dallo schermo  lcd da 3&#8243;. Sulla sinistra in alto troviamo il pulsante Quick Start control che  permette di accedere al Quick menu presentato a schermo; subito di lato il  pulsante di conversione rapida della qualità immagine da Raw a <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_2.html#" target="_blank">Jpeg</a>. Sul lato  destro dell&#8217;oculare troviamo un nuovo pulsante che permette di attivare sia il  live view che la ripresa video a seconda di come è posizionato il selettore  concentrico al pulsante stesso. Il battery grip si unisce armoniosamente alle  linee del corpo macchina.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/13_eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="503" /></p>
<p>La ghiera di selezione delle modalità di scatto perde i programmi automatici  per dare spazio alle modalità di ripresa semi automatiche, Program, Creative  Auto e tre modalità custom. La prima cosa che si fa con una nuova fotocamera è  portare l&#8217;occhio al mirino. Canon <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_2.html#" target="_blank">Eos</a> 7D apre la vista ad un nuovo mondo fatto  da una copertura dell&#8217;inquadratura del 100% con rapporto di ingrandimento par a  1X, quindi esattamente la porzione di spazio vista dall&#8217;obiettivo. Se dal punto  di vista percettivo questo permette di ottenere un effetto di profondità delle  immagini già all&#8217;interno del mirino, dal punto di vista tecnico permette di  affaticare molto meno la vista.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/LCDmonitorAntiGlareConstruction.jpg" border="0" alt="" width="472" height="245" /></p>
<p>Il display posteriore Clear View II offre una novità rispetto agli schermi  precedenti: grazie all&#8217;adozione di un polimero fotoelastico posizionato tra il  vetro indurito di protezione ed il pannello <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_2.html#" target="_blank">lcd</a>, viene eliminata l&#8217;aria presente  all&#8217;interfaccia ed eliminata la possibilità di riflessi che pregiudichino la  lettura del display. L&#8217;angolo di visuale permesso raggiunge i 160° e grazie ad  una cellula sensibile alla luce viene regolata automaticamente la luminosità del  monitor in funzione dell&#8217;illuminazione esterna. Il nuovo trattamento permette di  effettuare la revisione delle immagini anche in pieno sole.</p>
<p>Sotto la pelle sono cambiate tante cose, aspetti alla base dell&#8217;innovazione  tecnica che vede la nascita della Eos 7D. Partiamo analizzando la struttura  metallica in lega di magnesio che costituisce lo scheletro del corpo macchina.  Canon Eos 7D non si può dire tropicalizzata, prerogativa che contraddistingue  unicamente la serie 1; d&#8217;altra parte l&#8217;assemblaggio di precisione e l&#8217;utilizzo  di materiali ad alta densità, associato alla dotazione di guarnizioni nei punti  sensibili, pone la Eos 7D in una posizione che potremmo definire &#8220;sigillata&#8221;  rispetto agli agenti atmosferici.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/71_eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="364" /></p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/Weather_seals_Front.jpg" border="0" alt="" width="472" height="190" /></p>
<p align="center"><em>In verde il profilo dell&#8217;assemblaggio di alta precisione  dello scheletro metallico, in rosso la posizione delle guarnizioni di gomma</em></p>
<p>Se volessimo fare un paragone potremmo dire la Eos 7D migliore della Eos 5D  ma non ai livelli della serie 1D Mark III dal punto di vista della protezione  dall&#8217;infiltrazione di acqua e polvere. Solo la Eos 1N potrebbe essere alla pari.  Come su tutto il sistema Eos di ultima generazione la polvere sul sensore viene  eliminata grazie al sistema ICS.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/61_COMS%20Sensor_eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="354" /></p>
<p>Il cuore del sistema è un sensore ridotto APS-C delle dimensioni di 22,4x14x9  mm costruito riducendo lo spazio tra microlenti e fotodiodi attraverso la  metodologia gap-less. Le microlenti più vicine ai fotodiodi migliorano il  rapporto segnale rumore assieme ad una riduzione della circuiteria di controllo.  Quanto dichiarato da Canon è che il lavoro congiunto tra geometria rinnovata e  capacità del processore DiGiC IV restituiscano immagini a 6400 ISO aventi lo  stesso rumore di immagini scattate a 1600 ISO con processore DiGiC III.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/62_Dual%20DIGIC4eur.jpg" border="0" alt="" width="472" height="276" /></p>
<p>Non avendo potuto utilizzare schede  di memoria sul sample visionato  durante la conferenza stampa, non possiamo verificare ora questi dati che  dovranno attendere una recensione più dettagliata. Siamo curiosi di vedere se  l&#8217;aver stipato 18 Mp su di un sensore a formato ridotto renda realmente  possibile un contenimento del rumore così elevato. Il cervello del sistema è  invece costituito da ben due processori DiGiC IV che lavorano in parallelo tra  loro per consentire le performance di cui è capace la Eos 7D.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/63zoneDualLayerMeteringSensor.jpg" border="0" alt="" width="472" height="274" /></p>
<p>Non ci stiamo riferendo solo agli 8 fps di scatto a raffica ma, anche alla  potenza di calcolo necessaria a gestire il nuovo sistema AF a 19 punti associato  al sistema esposimetrico iFCL a 63 zone. In particolar modo il sistema iFCL è  basato su di un nuovo sensore esposimetrico a doppio strato capace di integrare  le luminanze e crominanze delle componenti blu e verdi, cui l&#8217;esposimetro è  maggiormente sensibile, con le informazioni di distanza per ottenere la migliore  esposizione. Nella pratica il primo strato del sensore è sensibile al rosso e al  verde, mentre il secondo strato è sensibile al blu e al verde, calcolando la  differenza tra i due strati è possibile effettuare una misura corretta.</p>
<p>Il doppio processore  permette anche di gestire schede UDMA in modalità  6 per ottenere il massimo delle prestazioni e supporta la funzionalità video FHD  della fotocamera. Così come sulla <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_4.html#" target="_blank">Eos 5D</a> Mark II, le impostazioni di ripresa  video quali sensibilità, tempo di otturazione e diaframma sono totalmente  regolabili da parte dell&#8217;utente. Canon Eos 7D adotta un sistema di registrazione  a frame rate variabile, in manuale o automatico, tra 30 e 60 fps. La sensibilità  espansa di 12800 ISO è utilizzabile anche in modalità video.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/AF%20display%20-%20orienation%20linked.jpg" border="0" alt="" width="472" height="357" /></p>
<p>Avendo parlato di modulo AF rinnovato non possiamo tralasciare un aspetto che  farà felici in particolar modo i fotografi ritrattisti. È infatti possibile  memorizzare i punti AF attivi nello spazio per ottenerli già selezionati nel  passaggio da inquadratura verticale ad orizzontale e viceversa. Precedentemente  abbiamo parlato di mirino ma non abbiamo fatto cenno della presenza di un  pannelo <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_4.html#" target="_blank">LCD</a> trasmissivo che può essere regolato da menu per poter sovraimporre  all&#8217;inquadratura diverse tipologie di schermi di messa a fuoco digitale: matte,  spot centrale, reticolo.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/ViewfinderConstruction.jpg" border="0" alt="" width="472" height="284" /></p>
<p>Sia le modalità attive che i punti di messa a fuoco sono colorati in rosso e  si illuminano per restituire una migliore lettura anche su sfondo scuro. Altra  novità legata alla cura dell&#8217;inquadratura è la bolla virtuale visualizzabile  durante la ripresa in live view e della quale vi mostriamo un animazione appena  sotto.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/Dual-Axis%20display_-LV_level.gif" border="0" alt="" width="472" height="354" /></p>
<p align="center"><em>La bolla virtuale in live view</em></p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/Wireless%20flash%20options.jpg" border="0" alt="" width="472" height="405" /></p>
<p>Ulteriore aspetto che non ci sentiamo di tralasciare è la presenza di un  trasmettitore integrato per la gestione di flash esterni in modalità wireless di  Canon. Non sarà più necessario utilizzare il transmitter ST-E2 per comandare  degli speed lite esterni, la  possibilità di lavorare in maniera più immediata con la sola fotocamera è stata  una delle richieste che i 5000 fotografi intervistati durante la progettazione  di quest&#8217;ultima <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_4.html#" target="_blank">eos</a>. Il flash a scomparsa è comunque presente ed integrato nella calotta</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Obiettivi</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Assieme alla Canon <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_5.html#" target="_blank">Eos</a> 7D, la casa bianco rossa propone anche tre nuovi  vetri: due obiettivi della serie EF-s e uno della serie professionale L. per  quanto riguarda il formato ridotto ci stiamo riferendo al Canon Ef-s 15-85 mm IS  USM F/3,5-5,6 e del fratello Canon EF-s 18-135 mm IS USM F/3,5-5,6. I due  obiettivi sono stati studiati per offrire un prodotto ed una resa ottica di  qualità che possa accompagnare l&#8217;amatore con il nuovo corpo Eos 7D.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/EF-S_15-85_Side_without_cap.jpg" border="0" alt="" width="472" height="554" /></p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/EF-S_18-135_side_without_cap.jpg" border="0" alt="" width="472" height="677" /></p>
<p>Entrambi vetri sono dotati di stabilizzatore di immagine e rilevazione  automatica del panning, il guadagno effettivo sui tempi di otturazione è di 4  stop. Sono stati utilizzati elementi asferici e UD per correggere le aberrazioni  cromatiche e i bagliori e riflessi sono ridotti dal rivestimento super spectra.  In particolar modo il nuovo 15-85 mm vanta una lente frontale da 81 mm studiata per massimizzare la risolvenza dell&#8217;obiettivo.</p>
<p>La ghiera di messa a fuoco permette la messa a fuoco manuale full time, anche  quando è attiva la messa a fuoco automatica. Uno sguardo all&#8217;ambiente viene dato  dalla tecnologia di costruzione delle lenti che sono libere da piombo. Entrambi  gli obiettivi saranno disponibili da fine settembre al prezzo indicativo di 537  euro per l&#8217;EF-s 18-135 mm e di 860 euro per l&#8217;EF-s 15-85 mm.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/EF100_macro_Side_without_cap.jpg" border="0" alt="" width="472" height="750" /></p>
<p>Non ultimo è l&#8217;obiettivo EF 100 mm Macro USM F/2,8 L Hybrid IS, un design  rinnovato che racchiude al suo interno il nuovo sistema di stabilizzazione  ibrida di <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_5.html#" target="_blank">Canon</a> che integra le informazioni di spostamento angolare e  trasversale grazie alla presenza sia di un giroscopio che di un accelerometro.  In pratica verranno compensati sia i movimenti di beccheggio dell&#8217;obiettivo che  quelli di spostamento sui due assi orizzontale e verticale.</p>
<p>Il guadagno dei tempi di otturazione si attesta a 4 stop nelle riprese  normali e a 2 stop nelle riprese macro. La grande apertura è accompagnata  dall&#8217;utilizzo di lenti a bassa dispersione UD e rivestimento super spectra. Il  barilotto e sigillato e la messa a fuoco può essere limitata tramite un apposito  selettore a tre zone in maniera da garantire una messa a fuoco rapida di  soggetti in movimento entro una certa distanza.  Canon EF 100 mm USM F/2,8  L Hybrid IS raggiunge un rapporto di ingrandimento 1:1 e sarà disponibile a  partire da fine settembre al prezzo indicativo di 1027 euro.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h3>Conclusioni</h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="http://www.hwupgrade.it/i/g/x.gif" alt="" width="1" height="20" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Prima di procedere alla progettazione Canon ha interrogato 5000 fotografi in  tutto il mondo chiedendo loro cosa desiderassero nella loro fotocamera: la  risposta è stata Canon <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_6.html#" target="_blank">Eos</a> 7D. È indubbio il progresso e l&#8217;innovazione tecnica  che sono racchiuse in questa nuova DSLR, Canon sta correndo a ritmo sostenuto e  detta il passo rispetto alla concorrenza dalla quale ci aspettiamo delle novità  nel breve periodo.</p>
<p align="center"><img src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/_O0E8899_lr.jpg" border="0" alt="" width="300" height="450" /></p>
<p>Rimaniamo tutt&#8217;ora scettici sulla qualità delle immagini ad alti ISO prodotte  da un sensore così &#8220;pompato&#8221; di Mp ma d&#8217;altra parte non è stato possibile  eseguire immagini su scheda con il modello sample che abbiamo avuto tra le mani  durante la presentazione. Per quanto riguarda la fascia di prezzo Canon Eos 7D  sarà venduta a 1770 euro solo corpo in Italia ma, fatti i dovuti controlli in  rete al cambio attuale, si prospettano già valori oltreoceano intorno ai 1100  euro.</p>
<p align="center"><img style="border: 0pt none;" src="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/36_eur_lr.jpg" border="0" alt="" width="472" height="508" /></p>
<p>Lo riteniamo un prodotto valido? Si, a prima vista siamo rimasti soddisfatti  e colpiti dalla qualità e dall&#8217;innovazione e riteniamo che se effettivamente il  contenimento del rumore sarà ottimale, Canon Eos 7D rappresenterà un ottimo  acquisto sia per l&#8217;amatore evoluto quanto per il professionista. Basti pensare  alle caratteristiche come il corpo sigillato, la nuova modalità di lettura  esposimetrica e la raffica di scatto che soddisfano pienamente le necessità del  fotografo sportivo e naturalista che non può permettersi un corpo macchina della  serie 1.</p>
<p>Mirino rinnovato e gestione flash wireless integrata daranno nuovo spazio  alla <a style="border-bottom: 0.075em solid darkgreen ! important; font-weight: normal ! important; font-size: 100% ! important; text-decoration: underline ! important; padding-bottom: 1px ! important; color: darkgreen ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.hwupgrade.it/articoli/fotografia-digitale/2271/anteprima-canon-eos-7d-il-ritorno-della-semiprofessionale_6.html#" target="_blank">fotografia</a> da studio e di esterno. Insomma un prodotto realmente studiato  per coprire le esigenze dei fotografi. In attesa di recensire la Eos 7D, vi  proponiamo la gallery della giornata di presentazione.</p>
<p><a href="http://gallery.hwupgrade.it/view-gallery.php?gallery_id=50" target="_blank">Gallery della Canon EOS 7D</a></td>
</tr>
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</td>
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		<title>Che cos’è un Urban Blog</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 12:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Xacca Web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto: www.clicsnc.it Negli ultimi mesi si è diffusa molto la parola Urban Blog. Con tale termine si va da indicare un blog  con un pertinenza territoriale, cioè un sito web che racchiude notizie inerenti una città, un paese o un quartiere. Essi utilizzano la tecnica del passaparola digitale, con l’ausilio di immagini e video riferiti [...]


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<p>Foto: www.clicsnc.it</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi si è diffusa molto la parola <strong>Urban Blog</strong>. Con tale termine si va da indicare un blog  con un pertinenza territoriale, <em>cioè un sito web che racchiude notizie inerenti una città, un paese o un quartiere</em>. Essi utilizzano la tecnica del passaparola digitale, con l’ausilio di immagini e video riferiti alla comunità stessa. Per la diffusione delle loro notizie si avvalgono di mappe e di sistemi per aumentare il livello di condivisione e di collaborazione (per esempio gli aggregatori).<br />
Ogni urban può essere composto da uno o più <strong>blogger</strong> che inseriscono i vari <strong>post</strong> (notizia del blog) in base ad una categoria o una determinata materia. Possiamo riscontrare urban che limitano la loro opera ad una parte della città ed altri che si estengono a livello regionale e nazionale.<br />
Un Urban per esser tale fornisce tutta una serie di informazioni che riguardano i <strong>servizi locali</strong>, come le <strong>farmacie di turno</strong> oppure <strong>le sagre</strong>, <strong>gli eventi e le feste</strong> che si svolgono nella loro zona come anche le notizie di <strong>informazione locale</strong> coadiuvando<strong> l’informazione tradizionale</strong>, rispettando il principio delle libere informazioni e della collaborazione.<br />
Alcuni urban blog  sono riusciti a diventare dei network che racchiudono decine di comuni al loro interno, cosa che si augura ad unodegli ultimi nati quet&#8217;anno,<strong> <a href="http://bloggalo.it/">Bloggalo!</a></strong>, che già racchiude un buon numero di blog locali e tanti ancora ne arriveranno nel futuro.</p>


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