Da oggi potete leggere una piccola guida per l’utilizzo standard di WordPress, tratta da wordpresstutorial.it. L’ho leggermente snellita per non confondere il lettore con troppe funzionalità messe a disposizione. Eh si WordPress ha tantissimi funzionalità.

La guida la potrete trovare nel menù in alto a destra o direttamente da qui guida WordPress

Buona lettura

Lavorare da Freelance non è una cosa facile, ci si trova spesso a dover fare un sacco di cose ed occuparsi di faccende che non c’entrano direttamente col lavoro di web design o di programmazione. Fare fatture, redigere preventivi, stipulare contratti, gestire pagamenti ed incassi, ecc. Insomma, la vita di chi decide di fare da solo è complicata e non sempre tutto fila liscio.
Una delle cose più difficile nella vita del Web Designer e/o Web Develoer Freelance è e restala gestione del cliente, un processo che troppo spesso si trasforma in un vero incubo: pretese assurde, richieste non sempre educate, poco rispetto, pagamenti che latitano, ecc. sono solo alcuni dei problemi più frequenti.
Vediamo, di seguito, un elenco di 10 semplici regole che – mi auguro – vi aiuteranno ad avere una vita milgiore ed a fare meglio il vostro lavoro:

  1. Sono un professionista e voglio essere rispettato come tale! – il rispetto è un elemento fondamentale in ogni rapporto, anche e soprattutto in quelli di tipo lavorativo. Facciamo capire fin da subito ai nostri clienti che non siamo i loro schiavi, non siamo dei ragazzini che smanettano col PC, non siamo come il cugino del loro barbiere che fa i siti con Microsoft Word! Fate capire subito al vostro cliente che ha a che fare con un professionista e, di conseguenza, comportatevi come tale.
  2. Non si lavora senza fiducia – se manca la fiducia reciproca è bene interrompere subito la collaborazione; io non posso lavorare serenamente con un cliente se ho il sospetto che mi vule fregare; stessa cosa vale al contrario: se il vostro cliente non si fida completamente di voi e delle vostre capacità… vi garantisco che vi farà impazzire mettendo in dubbio tutto quello che fate!
  3. Chiarezza, chiarezza, chiarezza – nel limite del possibile mettete tutto nero su bianco; impegnatevi a fare il vostro mestiere stabilendo con precisione ogni aspetto del lavoro che dovete svolgere: chiarite subito metodologie, tecnologie, strumenti, ecc. e ricordatevi che molto spesso, per il cliente, voi siete tenuti a fare tutto quello che gli passa per la mente! se non stabilite un perimetro preciso vi ritroverete, senza accorgervi, a vagare tra gli umori, i pensieri ed i gusti mutevoli del vostro cliente.
  4. Scripta Manent – non importa se il vostro cliente sembra la persona più onesta del mondo, se è il migliore amico di vostro zio oppure un missionario sulla strada della santità: quando concordate un lavoro mettete sempre tutto nero su bianco. Ricordate che le e-mail hanno un limitato valore legale, usate quindi strumenti tradizionali (FAX, raccomandate) oppure la PEC.
  5. Il mio cellulare non è un call center!! – credo sempre che essere disponibili sia, tanto nella vita quanto nel lavoro, una buona regola, tuttavia, come in tutte le cose, ci vuole un limite! Mi è capitato, purtroppo, di avere a che fare con clienti che mi chiamavano ad ogni ora del giorno per chiedermi informazioni su qualsiasi problema legato ad Internet: perchè non mi si apre più Explorer? perchè oggi la posta non arriva? perchè la connessione è lenta? Cercate di fare capire al cliente che voi non siete un call center di assistenza generica per problemi legati al mondo dell’informatica. Se passate tutto il giorno a rispondere gratis al telefono vi ritroverete a fine mese senza i soldi per fare la spesa!
  6. L’esperto sono io o sei tu? – Come molti presidenti di squadre di calcio che si divertono a fare le formazioni, anche molti clienti hanno la pretesa di dirigerci nel compimento del nostro lavoro dicendoci, di volta in volta, cosa fare e cosa no. Questo è in assoluto uno degli errori più pericolosi ed assolutamente da evitare. Il cliente deve dirci cosa vuole e quali sono i suoi obiettivi, poi spetta a noi trovare la strada per realizzarli. Siamo noi, infatti, ad avere le competenze per svolgere il lavoro nel migliore dei modi: assecondare il cliente, infatti, porta sempre a risultati aberranti che lui stesso, il più delle volte, definirà insoddisfacenti… addossando a noi la colpa!
  7. L’acconto non è facoltativo – brutto vizio di alcuni clienti è che spesso si dimenticano di dover saldare il conto accampando, molte volte, contestazioni pretestuose o scuse assurde. Per questo motivo il mio consiglio è di pretendere sempre un acconto sostanzioso (almeno il 30% del pattuito) ed il saldo alla consegna prevedendo, a chiare lettere nel contratto di appalto, che il mancato pagamento entro il termine previsto comporterà atomaticamente alcune conseguenze per il cliente come, ad esempio, la messa off-line del sito web.
  8. Il prezzo si discute ad inizio lavori – questa, purtroppo, è una cattiva abitudine di molti clienti: al termine del lavoro chiedere uno sconto o lamentarsi del prezzo con frasi del tipo “ho visto su Internet che oggi ti fanno un sito web a 99 Euro”… se un cliente ha certe domande da fare le faccia all’inizio, quando, cioè, noi siamo ancora liberi di dire di no. A lavoro terminato il prezzo da pagare è quello concordato, se volevi un sito schifoso per 99 Euro perchè cavolo sei venuto da me?
  9. Gli aggiornamenti si pagano! – a distanza di alcuni mesi il vostro cliente ha deciso di aggiungere 5 pagine al suo sito web? oppure ha pensato di cambiare completamente il menu di navigazione? benissimo, sarà vostro compito informarlo preventivamente sui costi di queste modifiche facendogli capire che il fatto che voi abbiate fatto quel sito 6 mesi fa non significa che vi siete assunti l’onere di aggiornarlo per tutta la vita a gratis!
  10. Ci vuole buon senso – questa è la regola più importante di tutte. Ogni rapporto deve essere regolato dalla “carta firmata” e dal buon senso. Se il vostro cliente vi chiede, al termine dei lavori, una piccola modifica inizialmente non concordata potete anche chiudere un occhio ed accontentarlo; ben diverso se, al termine del lavoro e dopo aver approvato 5 anteprime, scopre di aver cambiato completamente idea! Se nel contratto non è prevista assistenza successiva alla messa on-line questo non significa che non dovete più rispondere alle telefonate del cliente; viceversa il cliente non può pretendere che voi passiate il resto della vostra vita presso il suo ufficio per fargli capire come funziona il pannello di amministrazione di WordPress!

Tenete a mente queste 10 regole, stampatele, memorizzatele, rispettatele… e loro vi salveranno la vita!

Articolo tratto da Mr Webmaster

 

Si chiama Art Project, è l’ultima novitá firmata Google in materia di guida virtuale al nostro tempo libero. Grazie a un’esclusiva collaborazione con alcuni dei più prestigiosi musei d’arte del mondo, tra cui la Galleria degli Uffizi, verrá data a chiunque l’opportunitá di scoprire e di vedere in rete oltre 1000 opere d’arte fin nei minimi dettagli.

Nel recente anno e mezzo, Google ha collaborato con 17 musei d’arte. La collaborazione, il cui risultato si puó esplorare sul sito googleartproject.com, ha visto la realizzazione di immagini in altissima risoluzione di alcuni dei capolavori dell’arte di tutti i tempi. Sul sito è possibile visionare oltre 1000 immagini di opere d’arte e fare un tour a 360 gradi delle singole gallerie d’arte, grazie alla nuovissima tecnologia “per interni” di Street View. Per il nostro Ministero dei beni artistici e culturali,, dopo l’accordo con Google Books per la digitalizzazione di un milione di volumi dalle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze e quello con Street view per la mappatura delle principali aree archeologiche italiane, si tratta di una nuova collaborazione con l’azienda di Mountain View per promuovere in tutto il mondo il grande patrimonio storico artistico italiano.

Google Art, unico nel suo genere, permette a chiunque e ovunque nel mondo di conoscere la storia di un gran numero d’opere d’arte e degli artisti che le hanno create, a portata di clic. L’Arte sempre più accessibile ed ammirabile, gratuitamente, fino al suo più piccolo dettaglio, in qualunque angolo del mondo. Ciascuno dei musei coinvolti ha lavorato fianco a fianco con Google, per offrire la propria consulenza ed esperienza in tutte le fasi del progetto, dalla scelta delle collezioni alle indicazioni sull’angolatura degli scatti delle foto, fino a quali informazioni fornire a corredo dell’opera. Le opere che fanno parte del progetto spaziano dalla “Nascita di Venere” del Botticelli, icona della Galleria degli Uffizi di Firenze, a “No Woman, No cry” di Chris Offili, ai lavori post impressionisti di Cezanne sino all’iconografia Bizantina. E ancora: i soffitti della Reggia di Versailles, i templi Egizi e una collezione mondiale che va da Whistler a Rembrandt. In totale, sono presenti opere di 486 artisti di tutto il mondo.

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Mac OSX: Scorciatoie da Tastiera

Apple ha aggiornato la pagina relativa alle scorciatoie da tastiera senza però includere la traduzione in italiano. Ho pensato quindi di farla io, dal momento che sono convinto che le cosiddette shortcuts siano davvero molto importanti, uno dei pilastri di Mac OS X.

Alcune annotazioni preliminari: ho tradotto Delete con Cancella anche se è molto utilizzato il termine Backspace (per distinguerlo da Del), ho anche tradotto le scorciatoie che sapevo essere diverse a causa del layout italiano (come Mela-` che diventa Mela-< ). In alcuni casi ho inserito dei “?” per indicare dei dubbi, in altri mi sono permesso di specificare meglio la funzione della shortcut.

Se trovate degli errori (ce ne saranno sicuramente) potete segnalarli nei commenti. Buona consultazione.

Avvio
Combinazione tasti Descrizione
Premi X durante l’avvio Forza l’avvio di Mac OS X
Premi Alt-Mela-Maiuscolo-Delete
durante l’avvio
Esclude il disco primario d’avvio e cerca un disco differrente (ad esempio un CD o un disco esterno)
Premi C durante l’avvio Avvia da un CD che ha una cartella di sistema
Premi N durante l’avvio Tenta di avviare da un network server compatibile (NetBoot)
Premi T durante l’avvio Avvia in modalità FireWire Target Disk
Premi Maiuscolo durante l’avvio Avvia in modalità Safe Boot e disabilita temporaneamente i file degli elementi di login e delle estensioni del kernel non essenziali (Mac OS X 10.2 e successivo)
Premi Mela-V durante l’avvio Avvia in modalità Verbose (dettagliata?).
Premi Mela-S durante l’avvio Avvia in modalità Utente singolo

 

Finestra del Finder
Scorciatoia da tastiera Descrizione
Mela-W Chiude la Finestra
Alt-Mela-W Chiude tutte le Finestre
Mela-Freccia destra Espande la Cartella (in vista elenco)
Alt-Mela-Freccia destra Espande la Cartella e le sottocartelle annidiate (in vista elenco)
Mela-Freccia sinistra Collassa la Cartella (in vista elenco)
Alt-Mela-Freccia su Apre la Cartella genitore e chiude la finestra corrente


Comandi da menu
Scorciatoia da tastiera Descrizione
Maiuscolo-Mela-Q Menu Apple
Log out
Maiuscolo-Alt-Mela-Q Menu Apple 
Log out immediatamente
Maiuscolo-Mela-Cancella Menu Finder
Svuota Cestino
Option-Maiuscolo-Mela-Cancella Menu Finder
Cancella Cestino senza chiedere conferma
Mela-H Menu Finder
Nascondi il Finder
Alt-Mela-H Menu Finder
Nascondi gli altri
Mela-N Menu File 
Nuova finestra del Finder
Maiuscolo-Mela-N Menu File 
Nuova Cartella
Mela-O Menu File
Apri
Mela-S Menu File
Salva
Maiuscolo-Mela-S Menu File
Salva come
Mela-P Menu File
Stampa
Mela-W Menu File
Chiude Finestra
Alt-Mela-W Menu File
Chiude tutte le Finestre
Mela-I Menu File
Ottieni Informazioni
Alt-Mela-I Menu File
Mostra Inspector
Mela-D Menu File
Duplica
Mela-L Menu File
Crea Alias
Mela-R Menu File
Mostra originale
Mela-T Menu File
Aggiungi ai Favoriti (Mac OS X 10.2.8 o precedente), Aggiungi alla barra laterale (Mac OS X 10.3 o successivo—usa Maiuscolo-Mela-T per aggiungere ai Favoriti)
Mela-Cancella Menu File
Sposta nel Cestino
Mela-E Menu File
Espelli
Mela-F Menu File
Trova
Mela-Z Menu Modifica
Annulla
Mela-X Menu Modifica
Taglia
Mela-C Menu Modifica
Copia
Mela-V Menu Modifica
Incolla
Mela-A Menu Modifica
Seleziona Tutto
Mela-1 Menu Vista
Vedi come Icone
Mela-2 Menu Vista
Vedi come Elenco
Mela-3 Menu Vista
Vedi come Colonne
Mela-B Menu Vista
Nasconde la Toolbar
Mela-J Menu Vista
Mostra Opzioni Vista
Mela – [ Menu Vai
Indietro
Mela - ] Menu Vai
Avanti
Maiuscolo-Mela-C Menu Vai
Computer
Maiuscolo-Mela-H Menu Vai
Home
Maiuscolo-Mela-I Menu Vai
iDisk
Maiuscolo-Mela-A Menu Vai
Applicazioni
Maiuscolo-Mela-F Menu Vai
Favorites
Maiuscolo-Mela-G Menu Vai
Vai alla Cartella
Mela-K Menu Vai
Connetti al Server
Mela-M Menu Finestra
Contrae Finestra
Alt-Mela-M Menu Finestra
Contrae tutte le Finestre
Mela-? Menu Aiuto
Apri Aiuto Mac
Mela-Spazio Apri Spotlight (Mac OS X 10.4 o successivo)
Mela-esc Front Row
Attiva Front Row per alcuni computer Apple


Accesso Universale e VoiceOver
Scorciatoie da tastiera Descrizione
Alt-Mela-8 Attiva lo Zoom
Alt-Mela-+ (più) Ingrandisci
Alt-Mela– (meno) Riduci
Control-Alt-Mela-8 Inverti colori (schermo in negativo)
Control-F1 Attiva Accesso Completo da tastiera
Quando l’Accesso completo da tastiera è attivato, puoi usare dal Finder le combinazioni di tasti elencate qui in basso.
Control-F2 Accesso Completo da tastiera
Evidenzia Menu
Control-F3 Accesso Completo da tastiera
Evidenzia Dock
Control-F4 Accesso Completo da tastiera
Evidenzia Finestra (attiva) o la Finestra successiva dietro di essa
Control-F5 Accesso Completo da tastiera
Highlight Toolbar
Control-F6 Accesso Completo da tastiera
Evidenzia Finestra (palette)
Mela-F5 o fn-Mela-F5 Attiva/disattiva VoiceOver (Mac OS X 10.4 o successivo)
Control-Alt-F8 o fn-Control-Alt-F8 Apri VoiceOver Utility (Mac OS X 10.4 o successivo)
Control-Alt-F7 o fn-Control-Alt-F7 Visualizza il menu VoiceOver (Mac OS X 10.4 o successivo)
Control-Alt-; 
o fn-Control-Alt-;
Abilita/disabilita il blocco Control-Alt di VoiceOver (Mac OS X 10.4 o successivo)

Il pannello delle preferenze dell’Accesso Universale ti permette di attivare i Tasti Mouse. Quando i Tasti Mouse sono attivi, puoi usare il tastierino numerico per muovere il mouse. Se il computer non ha un tastierino numerico (ad esempio nei portatili), usa il tasto Fn (function).

 

Tasti Mouse
Combinazioni di tasti Descrizione
8 Muove Su
2 Muove Giù
4 Muove a Sinistra
6 Muove a Destra
1, 3, 7, e 9 Muove Diagonalmente
5 Preme il tasto del Mouse
0 Tiene premuto il tasto del Mouse
. (punto sul tastierino) Rilascia il tasto del Mouse (usalo dopo aver premuto 0)

 

Altri comandi
Combinazione di tasti Descrizione
Alt-Mela-D Mostra/Nasconde il Dock
Mela-Tab Cambia applicazione
tab Evidenzia il prossimo elemento
Mela-Freccia su Muoversi su di un livello di cartelle
Mela-Freccia giù Muoversi giù di un livello di cartelle
Pagina su o Control-Freccia su Muoversi in su di una pagina
Pagina giù o Control-Freccia giù Muoversi in giù di una pagina
Alt-Trascina Copia in una nuova posizione
Alt-Mela-Trascina Crea un alias in una nuova posizione
Mela-Trascina Muovi in una nuova posizione senza copiare
Maiuscolo-Mela-C Mostra la paletta dei Colori nell’applicazione
Mela-T Mostra la paletta dei Font nell’applicazione
Mela-Maiuscolo-3 Cattura un’immagine dello schermo
Mela-Maiuscolo-4 Cattura un’immagine della selezione
Mela-Maiuscolo-4, quindi Premi Control mentre selezioni Cattura un’immagine dello schermo, e la memorizza negli Appunti
Mela-Maiuscolo-4, quindi Barra spaziatrice Cattura un’immagine della Finestra selezionata
Alt-Mela-esc Forza la Chiusura
Control-Espelli Mostra la finestra di dialogo Riavvia, Stop, Spegni
Control-Mela-Espelli Chiudi tutte le applicazioni e riavvia
Alt-Mela-Espelli o
Alt-Mela-Power
Stop
Mela-click sul bottone della toolbar della Finestra (angolo in alto a destra) Naviga attraverso le viste disponibili della toolbar della Finestra (in base alla natura della finestra del Finder o dell’applicazione)
Mela-< Naviga tra le finestre nelle applicazioni o nel Finder (se più di una finestra è aperta)
Funzione-Cancella (solo per i portatili–PowerBook, iBook, MacBook, MacBook Pro) Cancella in avanti (cancella il carattere alla destra del cursore)

Tratto da: Boliboop

 

Articolo tratto da HardwareUpgrade.it

“Seconda parte della trattazione relativa a “Snow Leopard”, il nuovo sistema operativo della Mela. In questa puntata andremo a dare una panoramica delle varie novità introdotte e dei piccoli cambiamenti dei vari applicativi”

Introduzione

Dopo aver illustrato nello scorso articolo le principali novità tecnologiche alla base del nuovo sistema operativo Mac OS X 10.6 “Snow Leopard” di Apple, andremo oggi a fornire una panoramica sulle le più significative novità per quanto riguarda le applicazioni e le funzionalità del sistema operativo. Nel complesso si può constatare che si tratta di una serie di affinamenti e migliorie estetiche, accanto alle importanti introduzioni di QuickTime X, al supporto ad Exchange Server e alla riscrittura completa del Finder.

La stessa Apple, al momento dell’annuncio di Snow Leopard, dichiarò che il sistema operativo non avrebbe avuto alcuna funzionalità inedita (come fu, ad esempio, l’introduzione di Exposé da 10.2 a 10.3 o l’implementazione di Spotlight da 10.3 a 10.4, oppure ancora l’introduzione di Time Machine da 10.4 a 10.5) per concentrarsi maggiormente sull’ottimizzazione di tutte le applicazioni e le funzionalità già esistenti in Mac OS X 10.5 “Leopard”. Anche il nome utilizzato per il sistema operativo, Snow Leopard, ha voluto riflettere questa precisa strategia, suggerendo di fatto quello che sembra essere più un corposo aggiornamento che un sistema operativo completamente nuovo.

Prima di procedere ad illustrare gli aggiornamenti più significativi apportati al sistema operativo di casa Apple è opportuno spendere qualche parola in merito alle operazioni di installazione. Come abbiamo già avuto modo di scrivere in occasione del precedente articolo dedicato a Mac OS X 10.6, il nuovo sistema operativo viene commercializzato come aggiornamento della precedente versione, ovvero Mac OS X 10.5 Leopard viene formalmente posto come requisito indispensabile per l’installazione di Snow Leopard. Diciamo “formalmente” poiché abbiamo potuto constatare, provando direttamente, che all’atto pratico Snow Leopard può essere installato su sistemi operativi precedenti a 10.5 e anche su un hard disk completamente vuoto. Sebbene dal punto di vista pratico ciò sia possibile, è importante tenere presente che si tratta di una violazione della licenza d’uso destinata all’utente finale: per questo motivo, nelle considerazioni conclusive, non terremo in considerazione la possibilità di installare Snow Leopard su una macchina provvista di sistemi operativi precedenti a 10.5.

Aggiornando da un sistema operativo Mac OS X 10.5 “Leopard” le operazioni di installazione hanno richiesto circa 38 minuti, mentre eseguendo la prova di installazione su disco vuoto abbiamo registrato un tempo di installazione inferiore pari a circa 30 minuti. La differenza è dovuta, principalmente, alla frammentazione e alla presenza di altri dati sul target disk sul quale abbiamo effettuato l’aggiornamento.

Non abbiamo rilevato nulla di particolare da dover segnalare per quanto concerne la fase di installazione ad eccezione del fatto che l’ambiente di emulazione “Rosetta”, utilizzato dai sistemi Mac con processore Intel per consentire l’esecuzione dei programmi scritti con codice destinato ai processori PPC, non viene incluso tra gli elementi standard di installazione ma sarà necessario selezionarlo a mano od installarlo in un secondo momento qualora ci si trovasse nella condizione di dover impiegare un software PPC. Probabilmente non c’è una ragione tecnica dietro a questa scelta, quanto più un messaggio importante: con Snow Leopard si completa in maniera definitiva la grande transizione dalle piattaforme PowerPC alle piattaforme Intel x86, annunciata nel mese di Giugno 2005 e iniziata tangibilmente nel corso del mese di Gennaio 2006. Read the rest of this entry »

Articolo tratto da HardwareUpgrade.it

“Prima parte di una trattazione a due puntate inerente il nuovo sistema operativo di Apple, Mac OS X 10.6 Snow Leopard. In questa puntata ci concentreremo su due delle principali tecnologie del nuovo sistema operativo: Grand Central Dispatch e OpenCL”

Il sistema operativo Mac OS X per come è conosciuto ai giorni nostri ha visto la luce il 24 Marzo 2001, con il debutto della versione Mac Os X 10.0.0 conosciuta con il nome in codice di “Cheetah”. Mac OS X rappresentò un punto di rottura con i precedenti sistemi operativi di casa Apple, Mac OS “Classic” System 8 e 9, fisiologicamente giunti al punto conclusivo della loro evoluzione.

Trovandosi dinnanzi alla necessità di compiere una svolta, Apple ha dovuto decidere che strada imboccare per lo sviluppo del nuovo sistema operativo: la strategia fu quella di annettere NeXT Computer, fondata da Steve Jobs negli anni dell’”esilio” da Apple, che si era occupata dello sviluppo del sistema operativo NeXSTEP il quale diventò la base dalla quale partire per la costruzione del nuovo sistema operativo della Mela.

Sono trascorsi più di otto anni da allora, nel corso dei quali a Cheetah sono succedute sei “major release”, tutte simpaticamente contraddistinte dal nome di felini selvatici (Puma, Jaguar, Panther, Tiger, Leopard). L’ultima prorprio X settimane fa, il 29 Agosto 2009: Mac OS X 10.6 “Snow Leopard”, l’ultima incarnazione del sistema operativo di Apple.

Osservando le major release precedenti a Snow Leopard, si può notare immediatamente che l’ultimo sistema operativo di Apple rappresenta una sorta di anomalia. Da Mac OS X 10.1 a 10.5, tutte le versioni sono state caratterizzate dalla presenza di nuove funzionalità ed elementi piuttosto vistosi. L’approccio che Apple ha seguito con 10.6 è invece differente: il punto di partenza è Os X 10.5 Leopard, che è andato incontro ad un processo di ottimizzazione spinta. Le principali novità, sebbene non di secondo piano, sono tutte “dietro le quinte”.

In particolare vi sono due fondamentali tecnologie che trovano posto nel nuovo sistema operativo Snow Leopard, e si tratta di Grand Central Dispatch e del supporto a OpenCL. Nel primo caso si tratta di una tecnologia per sfruttare al meglio i processori multicore, nel secondo caso si tratta invece del supporto allo standard aperto del linguaggio di programmazione GPGPU destinato alle schede video. Tra le altre novità si segnala inoltre la completa riprogrammazione del Finder, che passa da Carbon a CoCoa, e tutti gli applicativi principali tra cui il Finder stesso, Mail, iCal, Safari e iChat scritti a 64-bit. Importante anche l’introduzione di QuickTime X, che supporta nuovi standard di compressione, la decodifica hardware coadiuvata dalle GPU e la possibilità di registrare sequenze video del desktop. Snow Leopard introduce inoltre il supporto a Microsoft Exchange Server 2007.

La versione client singola licenza di Mac OS X 10.6 “Snow Leopard” viene proposta sul mercato in versione aggiornamento da Mac OS X 10.5 al prezzo di 29 Euro. La versione Family Pack, comprendente 5 licenze, è invece disponibile al prezzo di 49 Euro. Per tutti coloro i quali hanno acquistato (o acquisteranno) un sistema Mac nel periodo tra l’8 giugno 2009 ed il 26 dicembre 2009 e non hanno trovato il nuovo sistema operativo preinstallato sul sistema, potranno sfruttare la promozione Mac OS X Snow Leopard Up-To-Date che consente di ricevere a casa il DVD con l’aggiornamento pagando solamente i 9,95 euro di spese di spedizione. Mac OS X 10.6 Snow Leopard in versione Server è invece commercializzato al prezzo di 499 Euro per licenze client illimitate.

L’articolo che andiamo a pubblicare oggi è il primo di una breve serie riguardante il nuovo sistema operativo della Mela. In questa puntata parleremo delle due importanti novità tecnologiche che caratterizzano Snow Leopard, Grand Central Dispatch e Open CL. Nella prossima puntata ci focalizzeremo più attentamente sulle novità delle applicazioni. Read the rest of this entry »

Record £ 1.75bn spesa online rende importante dell’economia del Regno Unito prima di spendere di più per gli annunci web di TV, dice IAB

IAB figures show that of the total £1.75bn spent on internet advertising, £1.05bn, or 60%, was spent on search advertising on websites including Google.

The UK has become the first major economy where advertisers spend more on internet advertising than on television advertising, with a record £1.75bn online spend in the first six months of the year.

The milestone marks a watershed for the embattled TV industry, the leading ad medium in the UK for almost half a century. It has taken the internet little more than a decade to become the biggest advertising sector in the UK.

UK advertisers spent £1.75bn on internet advertising in the six months to the end of June, a 4.6% year-on-year increase, according to a report by the Internet Advertising Bureau and PricewaterhouseCoopers. To put this in perspective, in 1998, when the IAB first measured internet advertising, just £19.4m was spent online.

The internet now accounts for 23.5% of all advertising money spent in the UK, while TV ad spend accounts for 21.9% of marketing budgets.

The IAB originally predicted that internet ad spend would overtake TV at the end of 2009; however, the crippling advertising recession accelerated this by six months. TV advertising fell about 17% year on year in the first half, to about £1.6bn, according to the report.

The IAB’s figures show that of the total of £1.75bn spent on internet advertising, £1.05bn, or 60%, was spent on search advertising on websites including Google, up 6.8% year on year.

Online classified advertising grew by 10.6% year on year to £385m, about 22% of total internet ad spend. But online display advertising, such as banners on websites, fell by 5.2% year on year, to £316.5m. This was an 18% share of all internet ad spend.

The ray of light within the online display ad sector was the nascent, but rapidly growing, online video advertising sector. The IAB estimated that this sector grew by close to 300% year on year, to almost £12m.

Thinkbox, the UK TV marketing body, has taken exception to the IAB’s figures, arguing that the internet is now mature and diverse and it is inaccurate to collate all the figures as if it is one single medium.

“It is interesting but meaningless to sweep all the money spent on every aspect of online marketing into one big figure and celebrate it,” said Lindsey Clay, marketing director at Thinkbox. “Online marketing spend is made up of many things, including email, classified ads, display ads (including online TV advertising) and, overwhelmingly, search marketing. They should be judged individually.”

Guy Phillipson, the chief executive of the IAB, reckoned that there is still significant growth potential left in the internet ad market.

“We could absolutely see it grow to being a 30% medium [of share of ad spend], to go past £4bn to even £5bn annually,” he said. “Online display advertising has plenty of room for growth.”

Despite the seemingly inexorable rise of internet ad spend, a closer examination of the IAB’s figures show that the recession has had an impact. In the first quarter £920m was spent on online advertising, representing 8.6% year-on-year growth. However, in the second quarter, spend fell almost £100m to £832m, representing only a 1.1% increase on the amount spent in the same period last year.

Adam Smith, futures director at WPP’s combined media operation Group M, argued that the internet’s share of total UK ad spend could be close to its peak.

Smith cited factors such as the increasing share of time that users spend on social networking websites, which have not attracted huge advertising spend, and the increasing saturation of internet penetration in the UK as potential limiting factors. “This day was bound to arrive, as the internet has been attracting a huge long tail of advertisers that have not advertised before doing completely new things,” he said. “It is a memorable event. However, it is a bit simplistic to make this comparison [and] it is always possible that internet’s share [of total UK ad spend] could go backwards if TV has a good year.”

The UK is not the first country where internet ad spend has overtaken TV spend, Denmark reached the milestone about six months ago. But it is the first major economy to do so.

La traduzione tradotta in italiano la trovate qui, la versione originale in inglese la potete trovare qui

Fonte: http://www.guardian.co.uk/

Da Arpanet ad Internet

Oggi con questo post cominciamo una rubrica dedicata al “mondo” di internet, questo mezzo ormai utilizzato da quasi tutti, chi per gioco, chi per passatempo, chi per lavoro, chi per informazione alternativa a quella cartacea o televisiva o radiofonica. Internet per la variegata offerta di informazioni abbraccia tutte le varie fasce di età dal ragazzino fino al pensionato.

Ormai questo mezzo per la grande quantità di informazioni e utenti viene considerato come un “mondo parallelo” in cui ci può incontrare, conoscere e scambiare informazioni ed opinioni.

Come il mondo reale, internet contiene una serie di regole (rispettate o meno), di termini e metodi per il suo utilizzo che, molto spesso, non vengono usati a causa di una non conoscenza degli stessi. Con questa rubrica ci fissiamo l’obiettivo di dare una piccola infarinatura di tutto ciò che gravita intorno e dentro questo mondo ai lettori dell’urban blog di Sciacca.

Oggi parleremo in breve delle origini di internet. La sua nascita risale negli anni sessanta con un progetto chiamato ARPANET, finanziato dal dipartimento della difesa statunitense, con l’obiettivo dello sviluppo di una rete decentrata di computer interconnessi. Tale progetto alla fine della guerra fredda è stato messo a disposizione per impieghi civili, collegando dapprima alcuni centri universitari ed in seguito utenti aziendali ed infine gli utenti domestici. Esso fu utilizzato per creare un sistema di comunicazione in grado di cercare una soluzione alle problematiche legate alla sicurezza nella rete di comunicazioni militari. Per tutti gli anni Settanta ARPANET continuò a svilupparsi in ambito universitario e governativo, ma dal 1974, con l’avvento dello standard di trasmissione TCP/IP – (Transmission Control Protocol / Internet Protocol), il progetto della rete prese ad essere denominato Internet.

È negli anni Ottanta, grazie all’avvento dei personal computer, che un primo grande impulso alla diffusione della rete al di fuori degli ambiti più istituzionali e accademici ebbe il suo successo dichiarato, rendendo di fatto potenzialmente collegabili centinaia di migliaia di utenti. Nacque allora l’idea di rendere pubblico l’esercizio, essendo fino ad allora Internet limitato all’uso istituzionale e militare: i membri della comunità scientifica iniziarono così a scambiarsi informazioni e dati, ma anche messaggi estemporanei. Nacque in questo modo, spontaneamente, l’e-mail, la posta elettronica, e di seguito dunque i primi newsgroup.

Nel 1983 ARPA(Defence Advanced Research Project Agency) esaurì il suo scopo: lo stato chiuse l’erogazione di fondi pubblici, la sezione militare s’isolò, necessitando di segretezza assoluta a protezione delle proprie informazioni.

Con il passare del tempo, l’esercito si disinteressò sempre più del progetto (fino ad abbandonarlo nel 1990), che rimase sotto il pieno controllo delle università, diventando un utile strumento per scambiare le conoscenze scientifiche e per comunicare.

In seguito, nei primi anni Novanta, con i primi tentativi di sfruttamento commerciale, grazie a una serie di servizi da essa offerti, ebbe inizio il vero boom di ARPANET, nel frattempo rinominata Internet, e negli stessi anni nacque una nuova architettura capace di semplificare enormemente la navigazione: la World Wide Web.

Pubblico interamente questo articolo comparso su HardwareUpgrade riguardante la nuova Canon Eos 7D. Buona lettura

Introduzione

Erano diversi anni che Canon aveva abbandonato quel settore di mercato dedicato all’amatore evoluto, riassorbito in parte nella fascia prosumer ma non totalmente espresso con i modelli della decina di casa bianco rossa. Il settore che si definisce Advanced Mid Range è dedicato agli appassionati con una avanzata tecnica fotografica che vogliono sperimentare attraverso fotocamere quasi professionali ma che non sono disposti a spendere cifre esorbitanti per il loro hobby preferito. Dopo le innovazioni che hanno visto protagoniste Eos 1D Mark III, Eos 5D Mark II ed Eos 50D, Canon prosegue il rinnovamento tecnologico all’interno dei propri corpi ed obiettivi.

Lasciamo la presentazione della nuova DSLR Canon alla voce di Matteo La Torre, responsabile della formazione di Canon Italia, intervistato per HWupgrade durante l’evento milanese: